
Chi si prende le responsabilità del fallimento di inizio stagione rossonero? Ora il trend è questo: scaricare il barile, e in casa rossonera lo stanno facendo in tanti. E' difficile non definire disastroso il primo scorcio di Serie A: 2 gol fatti in 4 partite casalinghe, 3 sconfitte a San Siro, 7 punti in 7 giornate (come Pescara e Bologna), ma soprattutto una squadra senza né arte né parte.
Per trovare un avvio peggiore nella storia rossonera bisogna andare alla stagione 1981-82, quando i punti erano 6 (ma anche due a vittoria) nelle prime sette partite: a fine campionato fu retrocessione. Sette gol subiti da calcio piazzato tra A e Champions, di fronte a 9 difese 9 diverse schierate da mister Allegri. Eh, sì caro mister, ora torni ad essere al centro del mirino: di società, stampa e tifosi.
Le scuse accampate a fine derby non sono piaciute a nessuno, nemmeno a Galliani, a quanto pare, che sì, il day-after parla di arbitri ma preferisce punzecchiare il suo allenatore: "Quando si perde non è solo colpa loro". La situazione non è rosea, "a meno 12 dalla Juventus non è divertente stare", l'allenatore non si tocca "non è in discussione", ma "l'organico della squadra non è quello che dice la classifica".
Chi deve risolvere la situazione? "Tocca ad Allegri, deve essere lui a pensare a come uscirne". Tiè, la patata bollente torna all'allenatore, che sa benissimo che il tassametro corre e tra poco la licenza concessagli da Berlusconi scadrà.
I conti devono tornare, nonostante tutto, i problemi da risolvere sono tanti, e ci sono cose che lo stesso Max può cercare di far svoltare con le proprie forze. Proviamo a suggerirgliene un paio: perché non dare un assetto semi-definitivo alla difesa? Cambiare può servire per trovare soluzioni, ma per rendere al meglio serve fiducia: per esempio, dov'è finito Acerbi, con la sua personalità e faccia tosta. Farebbe comodo di questi tempi.
Boateng, Robinho, Nocerino, Abate: possibile che i pilastri del Milan "Ibrahimovic-iano" si siano "inscarsiti" tutto d'un tratto? Anche da loro ci si aspetta una spinta un più per uscire dalla crisi, anche se l'impressione è che dopo la partenza del loro capo-partito la fiducia nel tecnico sia un po' venuta meno. Anche con loro Allegri deve trovare una chiave per sbloccarli.
E Pato? Non può essere il salvatore della patria, ma un rientro del Papero (due gol in Privavera sabato, entrambi su punzione, ndr) potrebbe dare quella fiducia a squadra e ambiente che possa far quanto meno tornare a sperare in questo progetto (se ce n'è uno). La mini-esplosione di El Shaarawy va in questo senso, ma non può bastare.
Allegri ha tempo, ma non tantissimo, per invertire la rotta. Prima che la patata diventi troppo bollente per poterla tenere tra le mani.
di Davide BIGHIANI (@davidebig10)
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