"Kakà? La cosa è chiusa, è arrivato l'ultimo parere che aspettavamo da un noto fiscalista spagnolo, è troppo rischioso". Punto, a capo. I tifosi del Milan si possono mettere tranquillamente il cuore in pace. O no...
Già, perché le parole di lunedì sera di Adriano Galliani non convincono del tutto. L'amministratore delegato rossonero è un maestro nel depistare le tracce, soprattutto se si parla di mercato. Soprattutto se i segugi aumentano la pressione perché la deadline si fa sempre più vicina.
Il tormentone Kakà, infatti, rischia di accompagnarci fino alle 19:00 di venerdì 31. Per questo non ci fidiamo più di Galliani che già in passato ha regalato clamorosi colpi di scena nelle ultime battute di mercato. Forse non arriveranno più campioni del calibro di Ibrahimovic o Robinho, più facile un colpo alla Nocerino, ma la pista Kakà è ancora caldissima.
Al Diavolo serve un nome altisonante per riaccendere l'entusiasmo, e non solo negli animi scoraggiati dei tifosi. Dopo il ko interno con la Sampdoria, le facce di Allegri e della squadra riassumevano perfettamente il momento di scoramento dell'ambiente rossonero: il ritorno del figliol prodigo potrebbe funzionare come defibrillatore e riaccendere la passione dei cuori milanisti. Con un Kakà in più, l'intera squadra potrebbe riacquistare fiducia aggrappandosi con forza a un leader silenzioso come il brasiliano. Un leader sia dal punto di vista tecnico che carismatico.
Per questo, nonostante le altre insistenti voci di mercato, quella di Kakà resta un'opzione più che plausibile. Con buona pace dei dribbling di Galliani che, sicuramente, avrà ben impresso lo striscione esposto dai tifosi prima della sfida con la Sampdoria: "31 agosto, attendiamo fiduciosi..."
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