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    E se Strama andasse “verde” anche al derby?

    Strama non sorride molto. Siede in panchina, sguardo assorto, concentrato, mirato a studiare e scandagliare i più piccoli dettagli della partita. Pensa, ragiona, studia. E riflette.
    Rapportare il Neftçi - e il calcio azero in senso lato - al nostro Paese non è semplice, e, forse, nemmeno particolarmente utile, ma, valore dell'avversario a parte (che, d'altro canto, non si è trovato in Europa League scartando i regali di Natale bensì guadagnandosi la qualificazione sul campo), l'Inter vista giocare a Baku è stata una delle migliori - forse anche la migliore - della stagione. Certo, ripetiamo, con le dovute considerazioni per un avversario tatticamente (prima che tecnicamente e fisicamente) molto modesto, quasi sparuto in un primo tempo in cui ha lasciato costantemente spazio sulle fasce, per gli inserimenti e l'uomo libero per il ribaltamento di campo, ma è anche pur vero che, per quanto facili, le cose poi si devono fare: il passaggio giusto, lo scambio nello stretto, il cambio di gioco.

    La "bella Inter" è stata l'Inter della "linea verde", con quattro Under21 in campo, da Juan Jesus al rientrante ma già frizzante Joel Obi, a un Livaja che sta prendendo sempre più confidenza con il calcio ad alto livello mostrando di non essere solo fisico, ma anche in grado di fare da sponda e di tenere il pallone, fino a un Coutinho straripante, guizzante e serpeggiante su quella fascia come un fiume in piena. Tutti e tre in gol, uno dopo l'altro, serviti da un Guarin in versione assist-man dal piede e cervello fino. L'esplosione della linea verde, a tre giorni dal derby. E Strama pensa: "E ora, domenica, cosa faccio?".

    Okay, per Livaja i tempi buoni arriveranno, ma Obi potrebbe essersi guadagnato una mezzora dalla panchina, e, soprattutto, Coutinho - il migliore in campo a Baku insieme a Guarin, magico nel doppio impiego di recupera-palloni e tessitore di trame offensive - entra di prepotenza in ballo per una maglia da titolare. Perché un Cout così, elegante, rapido e, soprattutto, psicologicamente tranquillo, capace di fare sempre la giocata giusta (in altre parole, "maturo"), l'Inter non l'ha mai visto. Un Coutinho che possa svariare sulla fascia, creare, inventare, mettere la sua fantasia al servizio della squadra. Un Coutinho che ha risposto nel modo migliore, dall'altra parte, all'esplosione di Stephan El Shaarawy, passato dal margine della panchina a uomo-chiave per il Milan dell'ultimo periodo. Allegri si fida: Stephan sarà della partita, del derby, e, probabilmente, ormai è anche convinto che glielo possa risolvere con una giocata delle sue, di quelle che hanno infiammato i rossoneri nelle ultime tre gare. Nel frattempo, Strama pensa. Ha ancora un paio di giorni per farlo.

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