"E' un assedio ma ci proveremo". Se queste sono le premesse di Galliani per i tifosi rossoneri si prospetta una "lunga estate caldissima". Max Pezzali, noto tifoso nerazzurro, non c'entra niente però. Perché dall'intreccio Milan-Thiago Silva-"Club più ricchi d'Europa", sempre per usare le parole dell'amministratore delegato rossonero, passa buona parte del futuro del club di via Turati.
Sì perché senza essere troppo catastrofici la domanda, pardon, il brivido sceso lungo la schiena di ogni tifoso rossonero è più che legittimo: "ma chi prendiamo al posto di Thiago e soprattutto perché dovremmo venderlo?".
La risposta all'ultimo quesito è piuttosto semplice e intuitiva e il Milan l'ha fatta da subito intuire attraverso le cifre uscite nei giorni scorsi: con un acquisto fatto a 10 e una potenziale cessione a 50, senza essere dei geni nella gestione bilanci, la plusvalenza è presto fatta. Privarsi di Thiago Silva significherebbe sicuramente ripianare in buona parte un bilancio da anni in perdita (come del resto lo sono tutti gli altri club italiani) e dare un po' d'aria a un mercato rossonero che nei prossimi mesi dovrà aver a che fare con una discreta ricostruzione. Insomma, per trovare una risposta alla mossa, sarebbe con le debite proporzioni una sorta di sacrificio "alla Zidane". La Juventus nel 2001 vendendo il franco-algerino al Real Madrid pose le basi del suo futuro con l'acquisto di Buffon, Thuram, Nedved e Marcelo Salas. Il Milan potrebbe fare la stessa cosa. Almeno sulla carta...
Sì perché in 11 anni la geografia politica dei potenti del calcio è cambiata e con lei anche la disponibilità dei talenti a rimanere in un campionato che si sta trasformando in "minore" sia dal punto di vista tecnico, che dal punto di vista finanziario. A differenza di una decade fa, infatti, su questo mercato estivo non è disponibile un parco giocatori di quel tipo e, anche se lo fosse, quanti sarebbero disposti a restare qui da noi con le cifre con cui gli sceicchi stanno invadendo l'Europa? Probabilmente pochi ma al di là di questo, per intenderci, in via Turati se partisse un Thiago Silva non ci sarebbe nessun Thuram pronto a subentrare, ma bensì di dovrebbe puntare su un Acerbi praticamente già certo, o su un Silvestre piuttosto che un Granqvist. Nomi assolutamente buoni... ma non giocatori che possano soddisfare le ambizioni europee del Milan.
Ed è forse proprio questo il punto focale: quale vuole essere il futuro del club italiano più vincente fuori dai proprio confini? Thiago Silvia è probabilmente il miglior difensore centrale al mondo a oggi, è nel pieno della sua maturità calcistica nonché della sua condizione fisica. Se il Milan vuole costruire un progetto vincente nel futuro a medio termine, come ha giustamente sottolineato Allegri qualche giorno fa, sarebbe lecito pensare che le basi dovrebbero partire proprio da questo genere di valori. Costruire un fortino intorno a via Turati dovrebbe essere il must dell'estate rossonera eppure, la sensazione, è che i cecchini appostati alle finestre abbiano fucili giocattolo...
di Simone ETERNO (Twitter @Simon_Forever)
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