Fino a due anni fa, Roma-Inter avrebbe fatto rima con scudetto. Ma, adesso, è tutto cambiato profondamente. I nerazzurri sono stati schiaffeggiati da Lecce e Palermo, mettendo fine a una serie di sette vittorie consecutive e venendo nuovamente superati da Lazio. Gli uomini di Claudio Ranieri sono a quota 36, quinto posto in classifica a -3 proprio dai biancocelesti.
Un gradino sotto c'è la Roma, ferma a 31 lunghezze (ma con una ventina di minuti da finire a Catania), che - parallelamente all'Inter - ha subito due pesanti battute d'arresto pareggiando in casa con il Bologna e perdendo a Cagliari. Un'inversione di tendenza bella e buona, iniziata con il ko in Coppa Italia di Torino con la Juventus, il match che ha messo fine a un'altra serie positiva di cinque successi di fila.
Vite parallele, verrebbe da dire. Con la sfida di sabato alle 15 che potrebbe dirci quale delle due si rialzerà davvero. Lo 0-0 dell'andata a San Siro, con Gian Piero Gasperini in panchina, testimoniò quanto indietro fossero i due rispettivi progetti. Uno, quello interista, è già saltato in aria ed è stato rimpiazzato dalla "normalizzazione" affidata al grande ex Ranieri. L'altro, quello giallorosso, non ha ancora spiccato il volo.
E allora via, sotto con un altro Roma-Inter. Una partita dal sapore tremendamente diverso rispetto a quello della seconda metà degli "anni zero". Perché la sfida tra queste due squadre ha rappresentato per un quinquennio il meglio del calcio italiano nato sulle ceneri di Calciopoli. Quattro secondi posti della Roma, ma anche due Coppa Italia e una Supercoppa Italiana vinta. Cinque scudetti (uno a tavolino), due Coppa Italia e tre Supercoppe Italiane per l'Inter dal 2006 al 2010. Il tutto condito da ben quattro finali consecutive di Coppa Italia disputate tra le due formazioni tra 2004 e 2008.
Ma adesso di tutto questo cosa rimane? L'Inter - comunque ancora in corsa in Champions League - entro i confini italiani ha come obiettivo massimo il terzo posto, la Roma - fuori da tutte le altre competizioni - non può andare oltre un piazzamento in Europa League. Vite parallele, dunque, nel bene e nel male. Con una caduta che sa anche tanto di restaurazione, basta pensare che ai vertici della classifica sono tornate le due grandi che hanno dominato i tre lustri che portavano dal 1990 al 2005, Juventus e Milan.
Niente è per sempre. Ma chissà che anche questa fase di apparente decadimento non sia transitoria. E che, magari, ritrovandosi di fronte sabato all'Olimpico, Roma e Inter non riprendano definitivamente il percorso per tornare a scoprirsi grandi.
di Mattia FONTANA (twitter: @mattiafontana83)


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