ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Patrick Mouratoglu

    Caro Murray, gli altri tre sono più forti

    Quest'edizione di Wimbledon sembra essere una delle più emozionanti per quanto riguarda la lotta tra i primi quattro tennisti che ora stanno giocando davvero bene. Ognuno sta tirando fuori il massimo dal proprio potenziale, mostrando un tennis diverso dagli altri ma molto completo.

    La situazione sembra più aperta che mai con Novak Djokovic che è innegabilmente il n ° 1 al mondo dall'inizio della stagione, anche se sull'erba ancora non abbiamo punti di riferimento, Roger Federer tornato assolutamente in forma e padrone dell'erba con sei titoli, Rafael Nadal che ha appena vinto l'Open di Francia e ha ripreso fiducia e, infine, Andy Murray che ha dimenticato la delusione di Melbourne e in casa sarà più motivato che mai.

    I FAVORITI

    Novak, il grande favorito

    Per me, il serbo è il principale del torneo. Ha dominato dall'inizio della stagione, essendo il vero n ° 1, e ha perso solo una partita, la semifinale del Roland-Garros contro Roger Federer. Durante i primi tre mesi della stagione ha dimostrato di essere il miglior giocatore sul duro, poi ha vinto Madrid e Roma battendo in finale Nadal, il re della terra, dando prova così di essere un passo avanti anche su quella superficie. La sua sconfitta a Parigi può essere spiegata sia dal ritorno di Federer sia perché Nole quel giorno ha scelto la strategia sbagliata. Ma questa sconfitta è poca cosa per un giocatore che non ha avuto un solo vero e proprio giorno negativo da sette mesi a questa parte. Egli giustamente entra in questo torneo come grande favorito.

    E a chi fa notare che il serbo "non ha mai vinto niente sull'erba", risponderò che oggi è un giocatore nuovo e quello che è accaduto in passato è finito, rimane nel passato. Possiede tutte le capacità per brillare su questa superficie: un buon servizio prima di tutto, sa eseguire bene lo slice, un perfetto gioco di gambe, il modo in cui anticipa la palla. Se raggiunge la finale e si trova davanti Rafa, sarebbe in una posizione fantastica contro un giocatore che ha battuto quattro volte in finale negli ultimi quattro mesi.

    Nadal a cuor leggero

    Nadal inizia Wimbledon senza pressioni. Ha già vinto il torneo più importante della sua stagione, il Roland-Garros. Ha attraversato quattro mesi duri dal punto di vista mentale, si è trovato ad affrontare una situazione totalmente nuova. Tra gennaio e marzo ha dovuto accettare la presenza di Novak Djokovic al suo posto. Il serbo ha vinto tutti i grandi eventi di questo periodo: l'Australian Open, Indian Wells e Miami. Nelle ultime due occasioni Nadal ha perso in finale. Poi ha perso ancora due volte contro questo nuovo Nole a Madrid e a Roma sulla terra battuta e ha capito che il dominio del serbo si estendeva anche alla terra, una superficie in cui lo spagnolo ha dominato tutti.

    Fondamentalmente traumatizzato da questo, è ovvio che ora Nadal affronta un problema reale: il serbo non solo ha il vantaggio di creargli problemi tattici, ma ha anche un vantaggio mentale su di lui. Eppure, il trionfo nell'ultimo Roland Garros, nonostante tutto lo stress che aveva, permetterà a Rafa di respirare un po', ora che ha vinto il suo decimo titolo del Grande Slam. Certamente è anche il detentore del titolo a Wimbledon, ma egli stesso lavorerà molto sul diritto perché è pienamente consapevole del livello di gioco del serbo in questo momento e perché ha raggiunto l'obiettivo, la vittoria in Francia. Così dovrebbe ritrovare la lunghezza dei colpi, che è obbligatoria per il suo gioco, e giocare liberamente. Non dimentichiamo che lui è ancora una volta dalla parte opposta del tabellone di Federer e così lascerà a lui la lotta con il serbo.

    Roger torna al top

    Lo svizzero arriva al torneo in uno stato migliore rispetto allo scorso anno, quand'era in difficoltà. Arriva rassicurato da un gioco che è tornato ancora una volta grande, dimostrandolo al Roland Garros, su una superficie che non è congeniale al suo stile di gioco. E' tornato a muoversi in modo ottimale, e questa è una chiave importante per il suo gioco. Anticipa spesso la palla e si sta spostando più spesso sul rovescio per colpire poi con il diritto. Il suo servizio sembra essere tornato potente dopo alcuni mesi in cui era venuto a mancare.

    Quello che ha fatto a Parigi nel match chiave contro Djokovic, e nonostante una sconfitta in una finale in cui ha spesso dominato, dovrebbe dargli molta fiducia al momento di giocare il torneo che alle sue caratteristiche più si addice. La varietà e la precisione del suo servizio, la possibilità di colpire la palla all'altezza ideale e con lo slice, aggiungendo il fatto che questa superficie dà velocità alle palle basse, favorendo così le sue doti naturali e il suo amore per il gioco veloce. Potrebbe affrontare Nole in semifinale, per una battaglia che io sono già impaziente di guardare.

    Murray torna a casa

    Sarò nuovamente costretto a rammaricarmi per il fatto che Andy Murray non riesce a sfruttare completamente il suo potenziale, il suo talento indiscutibile, la sua capacità di accelerare con i colpi da fondo, di anticipare la palla, di rispondere, di servire e di difendersi? Ancora una volta in questa stagione Murray ha attraversato un periodo di crisi dopo l'Australian Open, ma almeno è durata meno dell'anno scorso, perché a Montecarlo era già tornato ad esprimersi su grandi livelli, raggiungendo le semifinali e dando del filo da torcere a Nadal.

    Arriva a Wimbledon con il titolo del Queen's in tasca, in fiducia e molto motivato per il "suo" Slam. Eppure, anche se Andy si è avvicinato molto ai Top 3, penso che non sia ancora in grado di batterli in una semifinale o in una finale di uno Slam. Gli manca ancora qualcosa, anche in termini di fiducia. Per batterli in un torneo di questo livello, devi saper rischiare, e giocare senza timori.

    GLI OUTSIDERS

    Al momento, i primo quattro giocatori del mondo dominano la scena, per tutti gli altri è molto difficile aspirare a un posto in semifinale. Ma ho scelto tre giocatori che potrebbero smentirmi, anche se per farlo, a mio avviso, dovrebbero sperare anche in una giornata storta dei Big Four.

    Jo-Wilfried Tsonga

    Sta giocando un grande tennis. Lo ha fatto vedere anche al Roland Garros, nonostante sia stato eliminato presto. Un match al meglio dei cinque set contro Wawrinka, sulla terra battuta, al momento è troppo per il suo fisico e la sua attuale preparazione atletica. Ma sull'erba potrebbe tornare a esprimere tutto il suo potenziale, prendendo la rete, giocando qualche serve&volley, senza più esitare, facendo il gioco che più gli piace. Nei giorni migliori è capace di qualunque cosa: il francese potrebbe essere il vero outsider del torneo.

     

    Tomas Berdych

    E' calato rispetto all'anno scorso, quando ha giocato il miglior tennis della carriera. Quest'anno dovrà sopportare una grande pressione perché nella scorsa edizione ha raggiunto la finale e quindi dovrà difendere molti punti. La sua classifica potrebbe precipitare in caso di scinfitta nei primi turni, come è accaduto al Roland garros. Ma su questa superficie il suo gioco migliora: possiede un grande servizio, una buona risposta, colpi piatti e veloci, e un ottimo lavoro di gambe. Proverà a ripetere l'exploit del 2010, ma sembra proprio che le sue chance siano molto scarse.

    Robin Söderling

    Soderling quest'anno ha faticato un po', cambiando già due coach. Sembra si stia trovando bene con Frederik Rosengren, con il quale ha iniziato a collabore prima del Roland Garos. Ma gli mancano gli autimatismi, e non avendo vinto molto nell'ultimo periodo non è nemmeno in grande fiducia. E se è vero che il suo gioco può adattarsi a tutte le superfici, il suo limite negli spostamenti può rappresentare un grosso ostacolo di fronte ai top players. Al 1° turno troverà Petzschner, che è migliorato molto ed è in grado di esprimere un ottimo tennis quando è motivato. Sarà una grande sfida, da non perdere.

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