ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Patrick Mouratoglu

    Federer e l’arte di arrangiarsi

    È tornato l'equilibrio

    È stato un piacere vedere Roger Federer di nuovo ad altissimo livello. Il suo successo a Madrid è un'altra conferma del fatto che in questo 2012 è uno dei migliori. Oltre, ovviamente, al semplice piacere di guardarlo giocare quando è ispirato. Il suo tennis è unico e ci regala battaglie memorabili, ma anche un equilibrio incredibile per i titoli dello Slam.

    Federer, l'arte di adattarsi

    È vero. La superficie di Madrid ha aiutato non poco i giocatori offensivi. Dava problemi nel trovare l'appoggio giusto, nel trovare l'equilibrio corretto. E tutto questo ha giocato contro gente come Nadal e Djokovic. Queste condizioni non normali, delle quali si sono lamentati quasi tutti, hanno costretto i tennisti ad adattarsi e, come sempre, lo svizzero è emerso come il numero uno in condizioni difficili. Ha dimostrato di poter giocare al meglio in ogni condizione e di sapersi adattare ad ogni superficie. Ad aiutarlo è stata anche un'ottima prima di servizio, con la quale si apriva il campo in modo splendido e iniziava a far muovere non poco l'avversario. E, poi, ha dimostrato anche di essere un lottatore contro Raonic, che aveva ottenuto un break point sul 4-4 del terzo set.

    La terra blu? L'esperimento è già finito

    I giocatori si sono espressi in modo corale. L'esperimento di marketing fatto da Ion Tiriac finisce qui. Se l'obiettivo era creare discussioni e far parlare la gente del torneo, allora possiamo considerarlo un successo. Ma se si parla di qualità del gioco, è chiaro che serva un bel cambiamento. Abbiamo visto un torneo pieno zeppo di sorprese durante tutta la settimana. Chi è riuscito a colpire duro sin dai primi scambi ha finito per imporsi, specie se l'avversario di turno faticava a stare in piedi.

    La vittoria di Serena Williams, e il suo ritorno al massimo livello, è stato aiutato non poco da queste condizioni. Ha disintegrato le rivali anche grazie a un servizio molto potente che l'ha portata ad avere una dozzina di ace a partita.

    Federer è tornato al top della forma

    Questa vittoria è parte della serie di risultati iniziata con la finale del Roland Garros 2011 - il torneo in cui ha sconfitto Novak Djokovic in semifinale - e la semifinale dello US Open, quando ha avuto due match point sempre contro Nole. I successi nel finale del 2011 a Parigi e nel Masters erano la conferma del suo ritorno ai massimi livelli. Ha vinto sette degli ultimi dieci tornei a cui ha preso parte. E questo è un dato fin troppo chiaro. Come è stato possibile? Probabilmente molto è dovuto al ritorno in perfette condizioni fisiche dopo due anni di problemi alla schiena che gli impedivano di allenarsi quanto era necessario. Il dolore gli impediva anche di esprimersi al massimo in partita, dando l'impressione di non essere troppo coinvolto nella partita. Questo è stato il motivo per cui Federer ha deciso di mettere sotto contratto a tempo pieno Stephan Vivier, un fisioterapista, che lo ha aiutato nel trovare la soluzione a tutti questi problemi fisici. I risultati testimonierebbero che tutto è tornato a posto, eccettuando il torneo di Doha dove è stato costretto al forfait in semifinale.

    Cosa dobbiamo aspettarci da Federer?

    Il tennis che sta mettendo in mostra lo autorizza a sperare di poter vincere un altro titolo del Grande Slam. Ma due fattori possono impedirglielo. Il primo è Rafa Nadal, un giocatore contro il quale è ancora in difficoltà. Roger è molto concentrato sulla ricerca di una risposta, cercando delle sequenze migliori e migliorando il modo in cui aggredisce la palla con il rovescio in topspin. Si allena regolarmente con i mancini e gli ultimi due confronti hanno testimoniato che Federer si è avvicinato parecchio allo spagnolo. Ma Rafa ha un vantaggio psicologico non trascurabile. Il secondo problema per Federer è di natura fisica. Essendo incapace di allenarsi al massimo per i problemi alla schiena, perde di brillantezza quando le partite si allungano sino al quinto set. L'esempio migliore viene dall'ultimo Australian Open e dal confronto con Nadal, quando ha messo in mostra troppi alti e bassi. Il tempo gioca a suo favore. Più vincerà dei tornei e più la sua testa sarà abituata a vincere, rendendo i suoi automatismi ancora più forti. Una cosa è certa: vedere Roger ancora a questi livelli è la premessa migliore per i prossimi Majors, iniziando dall'Open di Francia.

    Il sito ufficiale di Patrick Mouratouglou: www.mouratoglou.com

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