Roger Federer aveva chiuso il Roland Garros con il successo in semifinale su Novak Djokovic e una più che dignitosa finale contro Rafa Nadal, lasciando nei suoi tifosi grande speranza in vista di Wimbledon. Molti sostenevano addirittura che fosse lui il favorito per la vittoria finale. Ma ha finito per perdere nei quarti con Tsonga e ora dobbiamo chiederci se sia stato definitivamente sopravanzato dai giovani.
Personalmente - e l'ho detto alla vigilia di Wimbledon - il favorito per la vittoria in Inghilterra era Djokovic. Lo dissi per il modo in cui stava dominando dall'inizio della stagione (battendo Nadal quattro volte), per il suo modo di giocare e la fiducia che si era conquistato sul campo. Il serbo era una spanna sopra gli altri. E imputavo la sua sconfitta al French Open non soltanto all'orgoglio di di Federer, ma anche a quello dello stesso Novak. Che aveva cercato di battere lo svizzero giocando il suo stesso gioco.
Possiamo quindi definire la sconfitta di Federer a Wimbledon come deludente? Sì. Perché ha fatto vedere ottime cose nelle settimane che precedevano il torneo. Ma non sono preoccupato. Risultato a parte, la qualità del suo gioco è stata di gran lunga superiore a quella che aveva fatto vedere nell'ultimo anno e mezzo. Il suo tennis sembrava in flessione e credo che stesse anche nascondendo qualche serio problema fisico. Era meno efficiente al servizio, non si muoveva come prima e sembrava proprio in declino. Ma adesso che sembra aver ritrovato il proprio modo di giocare, la sconfitta con Tsonga non cancella il fatto che sia tornato. A patto che impari da quella partita, specialmente dal modo in cui ha gettato alle ortiche la sua strategia di gioco. Aveva fatto lo stesso in finale a Parigi, ma perché di fronte aveva un avversario che lo portava a giocare un altro tipo di tennis, quello che per lui è più dispendioso. Nel match contro Tsonga, tenderei invece a dire che è stato battuto perché ha perso la fiducia nei propri mezzi e la capacità di concentrarsi al momento opportuno. Problemi dovuti alla mancanza di grandi risultati nell'ultimo anno e mezzo. È tornato ad essere un giocatore nella media. E più fallirà nel girare a proprio favore certe situazioni difficili, più dubiterà di se stesso. Questo ha il suo peso. È diventato scostante? Sta diventando più lento? Per il modo in cui si comporta, per il modo in cui si muove sul campo, può essere criticato perché ha alcuni difetti, come se alla fine giocasse più contro il proprio carattere che contro gli altri. Io penso che il suo modo di giocare gli stia giocando contro. È molto tranquillo e tanto rilassato da non vedere nemmeno i suoi sforzi. Quando fatica, cerca di giocare ancora di più in modo sciolto dando l'impressione che non gliene interessi niente della partita. Una cosa che fa arrabbiare molte persone. La verità non è questa, però. Non è mai stato il giocatore che è stato in campo concentrato dal primo all'ultimo punto, una cosa che ad esempio riesce a Nadal. Ma una volta era comunque capace di rientrare nella partita. Il problema è che adesso fa più fatica sotto questo aspetto.
Anche se non vuole ammetterlo, le critiche e i dubbi che gli sono piombati addosso negli ultimi mesi stanno minando la sua fiducia, peraltro già ferita. Detto questo, se starà bene - e guardando come ha giocato recentemente gode di ottima salute - sarà ancora in lizza per vincere i prossimi titoli dello Slam. Sarà abbastanza per vincere il suo 17esimo titolo? C'è un altro passo avanti da fare e non lo farò. Wimbledon era lo Slam più adatto a lui perché la strada per arrivare allo US Open sarà più complicata con Nadal che per ragioni tecniche e tattiche non riesce a battere e un Djokovic in crescita. Sì, se quest'estate riuscirà a battere Nadal e/o Djokovic, Roger ritroverà la fiducia nei propri mezzi. La superficie dello US Open è meglio della terra rossa del Roland Garros. E a Parigi è arrivato in finale. Se qualcosa girerà a suo favore, può riscattarsi. Ma a mio avviso è ancora un gradino sotto la Top 2. Nel 2011 ha perso tre volte contro Nadal e tre volte contro Djokovic. Ha vinto soltanto una volta, nella famosa semifinale di Parigi contro Nole.
L'ultima cosa che peserà è lo stato d'animo con cui Nadal si presenterà allo US Open, considerando che lo spagnolo sarà senza dubbio affranto dopo le cinque sconfitte di fila con Djokovic. Conosciamo tutti quanto abbia bisogno di ritrovare una grande fiducia nei propri mezzi per giocare il proprio miglior tennis. E non vedo l'ora di sapere come avrà digerito questo primo semestre. Se farà fatica, Federer avrà la sua chance.
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