Il campo centrale di Istanbul è stato teatro dell'ascesa di due tenniste che rappresenteranno il futuro di questo sport. Potrebbero trovarsi loro al vertice del ranking WTA, già nella prossima stagione e comunque non oltre i prossimi tre anni.
Involontariamente, la ceca e la bielorussa hanno rimarcato i limiti dell'attuale numero 1 del mondo, Caroline Wozniacki, la quale va rispettata, dal momento che ha chiuso di nuovo la stagione in testa alla classifica; ma le altre due sono riuscite a sviluppare un tennis diverso, più aggressivo, seppur attraverso stili di gioco differenti.
Per restare così in alto la Wozniacki sfrutta al meglio alcuni fattori, come a) l'ottima condizione atletica; b) la capacità di preparare gli incontri con grande professionalità e di studiare sempre la tattica più giusta contro le avversarie, il tutto con l'aiuto del padre; c) il sistema di punteggio e il calendario della WTA; d) la sua indole da 'fighter', la capacità di non mollare mai.
Nella Kvitova, invece, a risaltare immediatamente è la potenza dei suoi colpi: riesce a far viaggiare la palla più velocemente di chiunque altra, ed è ingiocabile quando impatta bene la palla, trovando il giusto timing grazie al rapido movimento dei piedi.
Anche per questo, spesso l'esito di una partita dipende solamente da lei, nel bene e nel male. In campo fa tutto la ceca: vincenti ed errori gratuiti. La condizione fisica e l'autostima possono dunque risultare fondamentali, perché il suo è un tennis rischioso ma può rivelarsi letale per le avversarie, quando tiene i piedi dentro il campo e sposta tutto il peso del corpo verso la palla; se ci crede, può battere chiunque, e se al Masters continuerà ad esprimersi su questi livelli, resterà la favorita.

Victoria Azarenka è una giocatrice completamente diversa, sia per stile di gioco che per mentalità. Certo, anche lei gioca in modo aggressivo, ma con un maggior margine di sicurezza. Contrariamente a Petra, non alterna in continuazione vincenti ed errori. Il suo modo di giocare mi ricorda quello di Rafael Nadal sotto molti punti di vista. Victoria colpisce la palla molto forte, spendendo molte energie su ogni colpo. Utilizza spesso il top-spin, facendo così arretrare l'avversaria, e poi gioca veloce perché anticipa molto la palla. Ma usando il top spin sbaglia poco, e oltretutto lei non cerca con insisenza gli angoli, preferendo giocare in zone più sicure del campo. In difesa è una delle più forti, perché è una grande atleta.
Adesso si tratta di capire quali conseguenze avrà la stupida sconfitta contro Marion Bartoli, in un match nel quale è sempre stata combattuta tra la voglia di proseguire nella striscia vincente iniziata a Linz e il timore di stancarsi eccessivamente in una battaglia troppo lunga. Così ha finito per perdere, ma ha sprecato comunque tante energie perché è rimasta in campo due ore e mezza dando la sensazione di non essersi impegnata al 100%.
Comunque sia, indipendentemente da come andrà a finire il Masters, la Kvitova e la Azarenka saranno le due tenniste che ritroveremo presto nelle semifinali e nelle finali dei prossimi tornei dello Slam.
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