La settimana del torneo di Montreal ha mostrato sia delle sorprese ma anche dele conferme. Alla fine ne abbiamo tratto diversi spunti in vista dell'ultimo Slam della stagione. Nel circuito maschile sono stato sorpreso dalla sconfitta di Roger Federer contro Jo-Wilfried Tsonga anche se al francese va dato grande merito. Lo svizzero, tornato in grande forma al Roland Garros, ha perso per la seconda volta di fila contro Tsonga. Già vittima del complesso di inferiorità nei confronti di Rafael Nadal, ho paura possa vivere le stesse sensazioni contro il transalpino. Senza nulla togliere a Jo, Roger mi ha preoccupato perché mi è sembrato rassegnato. Questo tipo di incontri sono necessari per tornare a vincere degli Slam. Roger ha bisogno di giocare match pieni di intensità in cui c'è da ribaltare il risultato. E' la cosa che gli manca davvero. Spesso lui si rifiuta di entrare nella lotta.
Jo ha impressionato? Forse. Una cosa è certa comunque: questo giocatore è impressionante. Questo tipo di giocatore d'attacco, efficente e potente, è difficile da trovare nel circuito. Anche Llodra e Gulbis fanno hanno queste caratteristiche ma non al livello di Jo. Le superfici più lente hanno uniformato il gioco e da fondocampo ora bisogna essere più solidi che mai. D'altra parte Jo prende molti rischi mettendo in difficoltà gli avversari, compreso Federer. I suoi colpi sono costanti, la prima di servizio fa male e gli regala tanti punti. Sulla seconda dell'avversario cerca sempre un vincente e scende a rete non appena possbile mettendo pressione a chi sta dall'altra parte della rete il quale non si sente tranquillo a causa della sua aggressività. Jo sta giocando in maniera rilassata, è più istintivo e mi ricorda Pete Sampras e Pat Rafter. In più è molto rispettato. E' considerato un top player dai migliori.
Peccato che fosse stanco ed ha perso in semifinale. Aveva giocato anche il doppio con Wawrinka. Ma ora conosce meglio quale può essere il suo posto al prossimo US Open. Si sente uno dei migliori in questo momento e sa che può battere chiunque. Arriverà a New York nella miglior condizione possibile.
Non come Rafael Nadal, battuto da Dodig al secondo turno. Se pensa alle 5 sconfitte subite da Djokovic non potrà essere sereno. Le sue abilità da numero uno sono quelle di risolvere i momenti difficili e come gioca i punti cruciali dell'incontro commettendo pochissimi errori. Ma in questo momento Rafa sta fallendo nei punti chiave e sembra aver perso il suo solito 'killer istinct'.

Si è costruito la propria fiducia con i risultati. Ha vinto tutto. Sulla terra era imbattibile. La sua forza mentale lentamente sta svanendo. Forse a causa del momento di Djokovic. Nadal ha ancora grande forza mentale ma non è lo stesso giocatore di prima. Ha raggiunto il top nel tennis senza aver imparato a perdere. Tutto ciò gli ha donato grande sicurezza ma allo stesso tempo ora sta pagando il fatto di non aver quasi mai perso in carrirera. Da quando ha cominciato a essere sconfitto da Nole è andato in confusione. Nadal è scosso. Ad oggi non si è ancora ripreso. Sembra quasi sentirsi umiliato e che tutti ora sappiano quali siano i suoi punti deboli. Eppure, Novak Djokovic non è ancora 'nessuno'. Ha appena vinto a Montreal, ottenendo il nono titolo dell'anno e il suo quinto Masters 1000 della stagione, la prima volta nella storia del tennis. Ma nel suo comportamento, nulla è cambiato. Nel player lounge puoi vederlo giocare a ping-pong con Troicki e appare sembra felice e sorridente. E' in una nuova dimensione e la sua autostima è enorme.
Ha vinto contro Mardy Fish in finale senza giocare davvero al meglio, ma è una delle sue capacità: trova il modo di vincere anche quando non è al massimo. Fish non è allo stesso livello dei migliori, ma due fattori sono molto interessanti nell'americano che ora è un Top 10. In primo luogo, ha perso molto peso. Il tennis è uno sport veloce con tanti cambi di direzione. Essere sovrappeso diventa un ostacolo per la crescita di un giocatore. È per questo che diversi giocatori hanno perso dei chili negli ultimi mesi. Per Fish era la decisione giusta. E 'una nuova sfida per lui da giocatore arrivata al momento giusto e potrà aiutarlo a raggiungere nuove vette. Chi sarà incapace di fare ciò non riuscirà a migliorare.
Andy Murray sta soffrendo, stagione dopo stagione vive le stesse delusioni senza che riesca a prendere le decisioni giuste per rimediare ad esse. Il tempo passa e i allimenti sono in aumento come questa settimana dove ha perso all'esordio contro Anderson. E ancora una volta ha detto che non ha giocato al meglio. Ma tutti i migliori giocatori sanno come vincere anche nelle giornate negative. Alla fine dell'anno si crea un'enorme differenza tra i migliori e gli altri. Chiediamo a Djokovic se sta giocando ogni giorno un tennis da sogno...
Una parola ora la spendo su Gaël Monfils e Richard Gasquet. Monfils ha ancora un gioco troppo difensivo. Quando le cose non vanno come vorrebbe, lotta e combatte. Si muove ancora in avanti, è quello che già stava facendo bene e ora lo fa sempre meglio. Le sue doti naturali sono enormi. Ma il cammino verso la vetta è ancora difficile per lui perché gli manca la possibilità di giocare al 100%. Per quanto riguarda Richard Gasquet, sento che sta davvero lavorando bene con Sébastien Grosjean. Spero che dopo gli US Open si costruirà un programma che gli permetterà di ottenere qualche striscia vincente, anche se significa partire dagli eventi più piccoli. Un maggior numero di vittorie al suo attivo gli sarà utile.
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