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    Patrick Mouratoglu

    Nadal, tempo per la rinvincita

    La finale dell'Australian Open 2012 vedrà il serbo Novak Djokovic affrontare lo spagnolo Rafael Nadal, ormai una "grande classica" visto il numero di volte in cui si sono incrociati l'anno scorso in un match decisivo per un titolo: Djokovic vinse 6 volte su 6, un record negativo sorprendente per il maiorchino, non particolarmente avvezzo alle sconfitte.

     Nadal resta il maestro del tennis

    Questa finale è di grandissima importanza per Rafa, visto che il suo cammino, nella storia recente, è sempre stato ostacolato e frustrato da Nole. Se dovesse continuare così, Nadal rischia di perdere tutto quello che lo ha fatto diventare così forte: fiducia in se stesso, desiderio di vincere, determinazione e passione. L'anno scorso ha compiuto sforzi tremendi per essere sistematicamente sconfitto in finale, e per un giocatore abituato a vincere tutto e superare gli ostacoli è stata una nuova e traumatica esperienza. Nadal deve riuscire a risolvere questo problema in fretta, per dimostrare soprattutto a se stesso che resta lui il maestro di questo gioco.

     I motivi del fallimento

    Ci sono diverse ragioni per le quali Rafa sta faticando contro Novak. Ecco le principali. Il suo servizio, e specialmente la sua seconda di servizio, hanno poca profondità e potenza. E Djokovic è il giocatore che ha le statistiche migliori nella risposta sulla seconda di servizio. In tutto il 2011, è stato quello che ha fatto più punti sulle seconde di servizio dei suoi avversari. Contro Rafa, riesce sempre a sfruttare le sue chance, giocando in modo aggressivo. Lo spagnolo, messo alle strette, tende a giocare corto, e a essere punito. La mancanza di profondità nel suo gioco è il problema fondamentale: mentre la maggior parte dei giocatori non riesce comunque a trarre vantaggio da questa debolezza di Nadal, il serbo riesce a farlo alla perfezione. È bravissimo nell'avvicinarsi a rete e prendere il tempo a Nadal che, quando viene attaccato, tende a giocare sempre più corto. E quando invece è lui ad attaccare, non riesce a mettere in grande difficoltà Djokovic. Il serbo, uno dei migliori a rispondere, è bravissimo nel passare dalla fase difensiva a quella offensiva. E questo è successo in ogni loro match precedente.

     Cosa c'è in palio in questa finale?

    Il serbo ha un vantaggio psicologico: 6 finali giocate contro il maiorchino e 6 vittorie. I numeri dicono molto. In più, Nole ha rischiato tantissimo di perdere in semifinale contro Andy Murray, come l'anno scorso agli US Open con Federer, e questo gli darà la sensazione di essere invincibile. Nadal è stato annichilito psicologicamente per la prima volta in un Master 1000 proprio da Djokovic, e se n'è reso pienamente conto. Ma ora penso sia tornato il Nadal combattivo di una volta, e che abbia ritrovato il suo vecchio spirito. È pronto per affrontare la prova.

    Da un punto di vista fisico, hanno entrambi qualità pazzesche. Hanno affrontato semifinali lunghe e massacranti, e se Nadal ha potuto approfittare di un giorno di riposo in più, Djokovic ha dimostrato di essere più fresco. Anche questo è un piccolo vantaggio per il serbo. Rafa deve cercare di risolvere un paio di problemi: nel torneo è andato a punti il 70% delle volte con la prima di servizio, ma, in generale, il dato scende al 57% nei match contro Djokovic. Sembra più preoccupato di difendersi dalle risposte di Nole che di attaccare veramente. Quest'anno ha una racchetta più pesante per dare ai suoi colpi più forza e profondità. Vuole tenere Djokovic inchiodato a fondocampo ed essere più incisivo, di modo che il serbo non possa trasformare le sue difese in attacchi. Rafa deve smettere di evitare il rovescio incrociato sul dritto di Nole: deve riuscire a far indietreggiare l'avversario e dettare il gioco con il dritto. Ci riuscirà? Io credo di sì. Sono convinto che Djokovic giocherà un gran match, come ogni volta in cui affronta Nadal. Ma questa volta Rafa è pronto a prendersi la rivincita.

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