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    Patrick Mouratoglu

    Novak Djokovic, sorpasso riuscito

    La finale di Wimbledon si è conclusa come ci si aspettava, con Djokovic che ha confermato di essere il nuovo re del tennis, battendo come Nadal in quattro set. Agli US Open il serbo potrà andare alla caccia del terzo Slam della stagione, proprio come fece Nadal l'anno scorso. Inutile dire che in dodici mesi molte cose sono cambiate.

    Sul Centrale di Wimbledon si è assistito a un netto dominio di Djokovic, fatta eccezione per il terzo set, quando è calato di concentrazione, ma anche questa non è una sorpresa. Anche nel quarto set, dove non ha giocato bene come nei primi due, ha dimostrato che era superiore al suo avversario sotto ogni punto di vista. Ciò che era evidente del Nadal di oggi era l'assenza di risposte al gioco del suo avversario, ufficialmente numero 1 del mondo a partire da lunedì. Dall'inizio della stagione, lo spagnolo è sempre fuori tempo con Djokovic e questo principalmente per il fatto che il serbo riesce sempre a chiuderlo da un lato grazie alla profondità dei suoi colpi ma anche grazie alla precisione. Djokovic conosce Nadal a memoria e quindi riesce ad anticipare ogni sua mossa anche quelle di difesa. Un po  come una Monica Seles del passato (una giocatrice che ammira molto), riesce ad anticipare bene, ha questa padronanza, un vero dono quello di riuscire a colpire presto la palla e così mette sotto pressione i rivali. Nadal, finora, ha fallito nel trovare una risposta a lungo termine alla sfida rappresentata da Djokovic perché il serbo è sempre un passo avanti a lui durante i punti.

    Eppure, ci sono diverse cose che potrebbero essere visualizzate meglio dall'ex numero 1 del mondo. In particolare mi viene da pensare a quel rovescio tagliato usato da tempo e che è, a mio parere, un errore tattico. Non è sufficientemente performante così rimane un po' incerto e lascia il tempo all'avversario per prendere fiato e trovare nuovamente una buona posizione. La forza di Nadal è quella di fare in modo che i suoi rivali non riescano a prendere fiato mantenendo un'elevata intensità per tutto il tempo e che fatichino con l'alta velocità di gioco. E' il suo stile naturale e la sua arma principale. Contro Djokovic, cercare di spezzare il ritmo è una strategia che non funziona e si sta rivelando una falla gigante. E questo vale sia per la lotta da fondo campo sia per la risposta al servizio. Novak qualche volta ha servito in slice da destra a sinistra, perché il rovescio tagliato alla risposta lo ha aiutato a prendere l'iniziativa e comandare lo scambio. Se sta guardando il video di questa partita, Rafa dovrà ammettere che dovrà cambiare la sua posizione alla risposta. Se si muoverà un po' di più verso destra, diciamo per 50 cm, sarà in grado di colpire davvero il suo rovescio e non sarà più in ritardo quando inizia lo scambio. E' lo stesso per quanto riguarda l'altra diagonale in cui si è trovato spesso nei guai a causa del servizio al corpo di Djokovic sul suo dritto. Questa mancanza di lucidità può ovviamente essere spiegata con la superiorità mentale del serbo su Nadal. Mettiamo le cose in chiaro: nel 2011, 5 finali, 5 vittorie per Djokovic. La grande fiducia di oggi è stata ancora una volta decisiva.

    Neutralizzante è, comunque, la parola chiave del gioco di Novak Djokovic. Ho già parlato della profondità dei colpi e del suo occhio preciso come armi per spiegare la sua dominazione. Aggiungiamo il gioco di gambe e il senso della posizione perfetto, questo gli permette di raggiungere tutte le zone del campo, così da poter giocare in velocità cosa che lui ama. In un certo senso, nel calo del terzo set è da sottolineare questo: con la pressione della vittoria che si avvicinava, lui non era sempre ben posizionato sulla palla come all'inizio del match così la sua mano stava diventando più lenta. Come un campione, Nadal è stato in grado di cogliere tutte le sue opportunità per cercare di trasformare il match. Ma ora è ovvio che non può solo sperare che Novak inizi a calare: le risposte tattiche e le decisioni devono essere prese ora, nelle prossime settimane, ancora di più sui campi duri americani in un'estate che deve assolutamente soddisfare il gioco del rivale del numero 1 del mondo.

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