Con Djokovic e Federer fermi ai box, e Nadal stanco e in ombra, Andy Murray può vivere il suo momento di gloria. Lo scozzese ha sfruttato al meglio l'opportunità durante il Tour asiatico portando a casa tre titoli: l'ATP 250 di Bangkok, l'ATP 500 di Tokyo e il Masters 1000 di Shanghai.
E' particolarmente 'in fiducia', ha conquistato molti punti ed è salito in terza posizione nel ranking, scavalcando Roger Federer, destinato a una lenta ma inesorabile discesa.
Come può testimoniare anche Djokovic, le vittorie generano fiducia, e viceversa. Murray merita tutti gli elogi del caso, e questo indipendentemente dai fattori già menzionati che hanno favorito il suo exploit.
Non si vincono tre tornei per caso, e Andy (che era solito 'uscire con la testa dal match') ha dimostrato di essere migliorato anche dal punto di vista psicologico. Queste vittorie lo aiuteranno senz'altro ad acquisire nuove energie e sicurezze in se stesso.
Gli effetti positivi di questo tour asiatico non devono essere sottovalutati: potranno rivelarsi determinanti per la crescita del suo tennis, e quindi della sua carriera.
Le sue abilità tecniche e tattiche non sono seconde a quelle di Djokovic, ma finora è sempre stato un gradino sotto al serbo in termini di regolarità, fiducia, e capacità di gestire le situazioni negative. Ma i recenti successi lo aiuteranno a migliorare anche questi aspetti. E' un deciso passo in avanti verso la conquista del suo primo Slam.
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