La provincia del Gol
  • Le dieci partite “provinciali” da non perdere

    L'ultima giornata dei campionati ha sempre un fascino particolare. Fra veri e propri "spareggi" in testa e in coda, partite sulla carta "facili", squadre padrone del proprio destino e altre che possono solo confidare nei passi falsi altrui. Della serie: "Non succede, ma se succede …".

    Così ho pensato di fare un rapido punto della situazione e di stilare la TOP 10 delle partite di calcio di provincia da non perdere in questa domenica ormai imminente, catalizzata in serata dal duello Juve-Milan. Per gli appassionati del genere thriller, dalla Serie C1 — d'ora in poi tornerò a chiamarla così! —

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  • Il campionato più pazzo d’Italia

    Sapete qual è il campionato più pazzo del mondo? Io no, in tutta sincerità. Però posso invitarvi a seguire le ultime quattro giornate del campionato più pazzo d'Italia. O perlomeno, il più imprevedibile fra quelli professionistici e semi-professionistici. Sto parlando del girone A di Seconda Divisione Lega Pro: l'ex Serie C2, per intenderci, anche se qualche uomo marketing l'ha voluta mal ribattezzare, un paio d'anni fa. Un tempo si cantava "E ci-uno sarà!" oppure si scriveva "Noi c1rediamo!". Oggi nessuno è ancora stato in grado di concepire uno slogan valido per spingere la sua squadra al

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  • Due Pisa per due coppe

    Una simpatica coincidenza "pisana" mi dà modo di fare il punto della situazione sulla Coppa Italia nelle categorie minori: Coppa Italia di Lega Pro, Coppa Italia di Serie D e Coppa Italia di Eccellenza/Promozione. Con quest'ultima manifestazione ad assegnare il salto di categoria e quindi a rivestire un'importanza particolare.

    SERIE D, SFIDA VENETO-CAMPANA

    Una domanda provocatoria: perché non attribuire a tutte queste competizioni il nome di Coppa di Lega — delle rispettive leghe — e mantenere il nome Coppa Italia solo per la manifestazione principale, quella che invece è stata maldestramente

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  • Negli ultimi decenni, il calcio professionistico in provincia di Milano -  eccellenze rossonerazzurre e recente mini-fenomeno Tritium a parte — è stato soprattutto Pro Sesto e Legnano. Entrambe le compagini sono però state inghiottite da un fallimento al termine della stagione 2009/10: i biancoblù di Sesto San Giovanni dopo essere retrocessi dalla Seconda Divisione, i lilla dopo aver perso contro lo Spezia la finale play-off per salire nell'ex Serie C1. C'è stato un sostanziale azzeramento dei due sodalizi che, a differenza di quanto accaduto altrove, non sono però ripartiti da Eccellenza o

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  • Gianni Rivera e il Centenario grigio

    "Chi era Gianni Rivera?". Sono sicuro che questa domanda è stata rivolta da più di una figlia al proprio papà, nelle ultime settimane. Dico figlia e non figlio, perché "Ballando con le stelle", tradizionale e seguitissima gara di ballo per personaggi famosi, in onda il sabato sera su Raiuno, credo attiri più fanciulle che maschietti. Sebbene io stesso, a dire il vero, da novello pantofolaio, mi sia ritrovato un paio di volte a guardarne alcuni spezzoni di mia spontanea volontà. O quasi. Non fosse altro perché Marco Delvecchio, uno dei più bravi a ballare a quanto pare, è sempre stato un mio idolo — il suo infortunio nel 2002 penalizzò l'Italia ai Mondiali più di quanto i giornalisti abbiano tramandato ai posteri — e perché Bobo Vieri, un po' più impacciato ma sempre simpatico, resta uno dei simboli della mia generazione. Il bomber per definizione e non solo sui campi da calcio.

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  • Moneta buona e moneta cattiva

    Non c'è molto da indagare per comprendere come, quasi ovunque in giro per l'Italia, la possibilità — e in qualche caso anche la volontà - degli imprenditori seri di immettere nuove risorse nel sistema sportivo si sia ridotta enormemente. Perché dove i soldi temporaneamente ci sono, spesso e volentieri ci si trova di fronte a situazioni in cui la "moneta cattiva ha cacciato la moneta buona", per dirla come il presidente della Lega Pro Macalli. Il quale è ormai risoluto nel giro di un paio d'anni ad arrivare a un campionato unico di Serie C con 60 squadre divise in tre gironi, complice altre inevitabili ondate di tagli estivi. Giustamente, aggiungiamo io. Urge serietà e competenza in un mondo in cui per troppo tempo hanno trovato terreno fertile avventurieri che furoreggiano per poco tempo e poi scappano lasciando rovine.

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  • Mirko Bellodi, si ritira l’ultimo portiere-goleador

    Domenica 8 gennaio a Portomaggiore, in provincia di Ferrara, dove gioca le sue partite interne la Giacomense di Masi San Giacomo — il più piccolo centro d'Italia con una squadra di calcio fra i professionisti - il 38enne Mirko Bellodi è arrivato per la prima volta al campo nelle vesti di componente dello staff tecnico del Mantova e non più di giocatore del glorioso club virgiliano, oggi in Seconda Divisione Lega Pro, l'ex Serie C2.

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  • Calcio e crisi, si ritirano gli “striscioni”?

    Nell'araldica del calcio, i liguri del Savona sono detti gli "striscioni". Un nomignolo che deriva dalle tradizionali maglie biancoblù a larghe bande verticali. O larghe strisce, se preferite. Striscioni appunto!

    Il club - fugacemente in Serie B negli anni Sessanta ed espressione di una città portuale fra le più importanti d'Italia - milita attualmente in quella che un tempo era chiamata Serie C2 e che oggi si chiama maldestramente Seconda Divisione Lega Pro. Una denominazione inventata giusto per complicare le cose, in nome di un marketing di cui ci si riempie la bocca e che in

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  • Un Toro che vince 47-0 e un Bomber da 20 gol!

    Un Toro che vince 47-0 non l'avevo mai sognato neppure io, anche perché noi granata amiamo le imprese difficili, è risaputo! Non lo è stata di certo quella della Hermes Toro, squadra molisana di Prima categoria che domenica ha sfruttato lo "sciopero" dell'avversaria di turno, il Matrice. Siamo in provincia di Campobasso e l'Hermes Toro, colori sociali rossoblù, è la squadra del Comune di Toro, un paese di 1.500 abitanti il cui patrono è San Mercurio, ovvero Hermes. Il Matrice, colori sociali biancoblù, è invece espressione di un omonimo paesino di 1.150 abitanti.

    Con i rivali fermi per novanta

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  • Sondaggio: vincono le grandi, ma la provincia c’è!

    Poco prima di Pasqua, in contemporanea con un'infuocata assemblea di Lega Serie A sui bacini d'utenza e sulla relativa suddivisione delle risorse economiche in base alla Legge Melandri, ho proposto un sondaggio per capire quale sia il reale modo di tifare degli italiani. Quanto impattano le "cinque grandi" (Juve, Milan, Inter, Roma e Napoli) e quanto il "calcio di provincia", intendendo con esso non soltanto le altre formazioni di Serie A medie e piccole, ma soprattutto lo sconfinato universo che va dalla Serie B alla Terza Categoria? Ebbene, sono stato sommerso da una valanga di voti e devo

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Gianluca Marchese

Un Mondiale, quello del 2006, e un playoff di Serie D "vinti' da giornalista, due campionati di Seconda e uno di Prima Categoria conquistati da calciatore dilettante. Tre soli 'tituli' da tifoso: il Mundial '82, lo scudetto da neonato nel 1976 e la Coppa Italia del 1993. Con qualche retrocessione e qualche finale perse di troppo! Insomma, ho vissuto il calcio a ogni livello e, a mio parere, quello di provincia ha un fascino particolare che merita di essere valorizzato...Seguitemi!

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