Non c'è molto da indagare per comprendere come, quasi ovunque in giro per l'Italia, la possibilità — e in qualche caso anche la volontà - degli imprenditori seri di immettere nuove risorse nel sistema sportivo si sia ridotta enormemente. Perché dove i soldi temporaneamente ci sono, spesso e volentieri ci si trova di fronte a situazioni in cui la "moneta cattiva ha cacciato la moneta buona", per dirla come il presidente della Lega Pro Macalli. Il quale è ormai risoluto nel giro di un paio d'anni ad arrivare a un campionato unico di Serie C con 60 squadre divise in tre gironi, complice altre inevitabili ondate di tagli estivi. Giustamente, aggiungiamo io. Urge serietà e competenza in un mondo in cui per troppo tempo hanno trovato terreno fertile avventurieri che furoreggiano per poco tempo e poi scappano lasciando rovine. È accaduto da Nord a Sud, ma non è giusto che continui ad accadere. Per il bene della passione collettiva, mica per altro. Un tempo i fallimenti non avvenivano con questa frequenza, così non mi pare possibile che chi è davvero appassionato e dispone di risorse economiche adeguate non possa più prendere parte a una competizione sportiva del suo livello senza correre il rischio di essere contestato dai tifosi o prosciugato nel conto corrente. Se non tutte e due le cose insieme, nei casi peggiori. Servono competizioni in cui la prima esigenza sia quella di programmare nel medio-lungo periodo, piuttosto che fare il salto più lungo della gamba per poi scomparire.
GLI IMPRENDITORI DEVONO COALIZZARSI
Il calcio, si noti bene, non è l'unico "malato", perché anche presidenti di società di basket hanno recentemente lanciato un grido d'allarme, nel commentare le difficoltà che stanno incontrando nell'approcciare con pigli competizioni "dopate" da troppo denaro con un atteggiamento . Pur comprendendo come i problemi dello sport passino in secondo piano di fronte alla crisi generalizzata in atto, pare impossibile che tutte queste persone di alte capacità imprenditoriali non trovino il tempo — sport per sport, categoria per categoria — per parlarsi e strutturare un sistema nuovo, in cui non si debbano instaurare aste all'ultimo centesimo per acquisire i giocatori a suon di soldi. E ancor prima per convincere i procuratori. In bianco e quasi sempre pure in nero. La "moneta buona" deve coalizzarsi per fare in modo di spendere un po' meno, ma soprattutto un po' meglio. Più per la sceneggiatura e la scenografia, meno per gli attori. Serve creare un bello spettacolo in impianti funzionali, rispettando colori sociali e tradizioni. Qui il basket è qualche passo avanti rispetto al calcio, ma è forse favorito dalla compattezza dei palazzetti rispetto agli stadi. Solo così, e non solo riducendo il numero delle squadre o facendo giocare le formazioni "B" dei club maggiori (follia!), il calcio di Lega Pro potrà tornare a essere un punto di riferimento per il sistema e il primo amore per i più giovani. I quali poi andranno anche a vedersi la Serie A allo stadio o in pay-tv, ma che non scorderanno mai le emozioni di provincia e torneranno spesso a viverle.
LEGGI ANCHE:

3 commenti