La guerra dei sondaggi a livello mediatico, fino a ieri argomento prevalentemente legato alla politica, sta per sbarcare sul pianeta calcio. O meglio, l'ha già fatto. In Lega, parlo di quella di Serie A separatasi da quella di B per motivi economici non più tardi di un anno fa, si sta discutendo animatamente su un tema tanto semplice quanto importante. Come calcolare il bacino d'utenza di un club, discriminante per dividersi secondo la Legge Melandri circa 200 milioni di ricavi da diritti tv?
Non sto a tediarvi con i dettagli della fondamentale battaglia che si sta scatenando fra le 5 big (Juve, Milan, Inter,Roma e Napoli) e le altre 15 - la divisione nella divisione, insomma! - ma, rimanendo fedele al tema di questo blog, provo ad allargare il discorso al calcio di provincia. Nel senso più ampio del termine. Coinvolgendo a livello teorico nella discussione anche i club di Lega Pro e delle categorie inferiori. E ponendo a voi lettori la domanda più semplice: a chi attribuireste il vostro "voto", se vi chiedessero di nominare la squadra per cui tifate? Avete anche la possibilità di dividerlo al 50% fra due squadre, se per caso il vostro cuore non sa scegliere un nome solo. Per partecipare al sondaggio, inviate un messaggio qui sotto o scrivete a provinciadelgol@yahoo.it.
Il punto in questione, infatti, è banale quanto delicato, visto che in ballo ci sono tanti soldini. La Lega Calcio deve nominare tre società di sondaggi che, semplificando al massimo il concetto, indaghino fra gli italiani per capire per quale squadra fanno il tifo. La domanda più facile del mondo, quella che ci si sente fare sin da bambini. L'aspetto cruciale è comprendere che posizione possa avere un tifoso del Brescia che simpatizza per il Milan o viceversa. Più in generale, cosa ne pensano tutti quegli appassionati di calcio, solitamente i più genuini, che prima di tutto sono legati alla squadra della loro piccola città - in qualunque categoria giochi - e poi parteggiano tiepidamente per una delle tre "strisciate"? Chi rischia di perderci qualcosa, infatti, sono proprio Juve, Milan e Inter - squadre dal seguito trasversale alla nostra penisola - mentre tutte le altre compagini sono maggiormente legate al territorio.
Mi viene da dire che una spartizione più solidale delle risorse non farebbe altro che dare ragione, allargando leggermente gli orizzonti, al presidente della Lega Pro Mario Macalli che rivendica maggiore attenzione per le categorie inferiori. Nel caso del problema "bacini d'utenza", bene chiarirlo, i soldi rimarranno ai club di Serie A, ma bisognerebbe tenere conto dell'esito del sondaggio per la filosofia generale della questione.
Sia chiaro, io resto convinto che i problemi del cosiddetto calcio minore non si risolvano aumentando le risorse, ma bensì strutturando il sistema rigidamente affinché contenga i costi. Tuttavia è necessario prendere una direzione: se si sta tutti insieme, si divide il più possibile, altrimenti è meglio che ognuno vada per la sua strada. Questo vale per il "15 contro 5" della Serie A, ma anche per il calcio italiano nel suo complesso ("Serie A" contro "Serie B" contro "Lega Pro" e "Dilettanti"). Forse è davvero meglio un campionato europeo per le big e un campionato di provincia per le altre?
Secondo me, in assoluto, non è vero che la gente si appassiona soltanto alla Serie A e alle tre (o cinque) grandi: se il calcio è diventato ciò che è attualmente, deve ringraziare la sua capillarità e la sua capacità di far innamorare le persone a livello locale. Perché un "palerminterista" o uno "juventinovarese" o un "milanistavellinese", scusate i forzati neologismi, sono tali a prescindere dalla serie di appartenenza di Palermo, Novara e Avellino. Giusto per fare tre esempi di squadre di provincia che vivono momenti diversi, ma che qualche decennio fa si trovavano - dico Palermo e Avellino - a parti invertite.
Vi chiedo una sola cortesia, per provare - lo dico con simpatia - a fare concorrenza alle società di sondaggi. Nella vostra risposta, oltre a un commento possibilmente pacato, indicate chiaramente la squadra italiana, o le squadre italiane, per cui fate il tifo, in ordine di preferenza. E definitevi, per ciascuna di esse, secondo due dei tre concetti che potrebbero fungere da classificatori, a quanto si legge: sostenitore o simpatizzante. Non ci metto pure "appassionato", perché non ho capito cosa significhi (ha un valore maggiore o minore di sostenitore?). Inoltre, se vi va, ditemi cosa ne pensate del rapporto fra grandi e piccole società. Giusto tutelare il calcio di provincia o è un concetto antistorico?
Per esprimervi inviate un messaggio qui sotto o scrivete a provinciadelgol@yahoo.it
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