ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Il quotista mascherato

    Anche il mio amico ha perso con la Spagna

    «Porca Miseria, ho bruciato 50 euro!». Ancora una volta, ieri, mi è capitato di fare la "paternale" a un amico che, scommettendo, ha fatto l'errore di puntare tutto su una squadra estremamente favorita. Per la precisione si era giocato la Spagna vincente contro l'Honduras nel torneo olimpico, seguendo la scia di quanti (e sono stati parecchi, fidatevi di me) credevano che, con una quota così "ridicola" (1,15), puntare sulle Furie Rosse era come mettere i soldi in banca.

    Alla fine la Spagna è andata ko e con lei sono andate in fumo le puntate di chi aveva giocato sul successo contro gli honduregni e anche di chi, innamorato del tique taque spagnolo a tutti i livelli (lo insegnano pure all'asilo da quelle parti) aveva giocato sulla medaglia d'oro alla Spagna, come il mio amico. Che ha quindi cominciato a riempirmi di insulti (perché faccio il quotista, ovvio) fino ad insinuare che non sapessi fare il mio lavoro. L'ho subito fermato e gli ho spiegato un paio di cose. Innanzitutto che una quota così bassa sulla Spagna non era da considerarsi come un errore di valutazione.

    Dovessi quotarla altre dieci volte, Spagna-Honduras la quoterei sempre così, con l'«1» a 1,15 e il «2» a 13,00. E sono sicuro che se la giocassero altre dieci volte, altrettante volte vincerebbe la Spagna. È per questo che poi, ho spiegato ancora al mio amico (scommettitore occasionale) che puntare sui favoriti paga sì, ma solo con una strategia a lungo termine (ci vuole almeno un campionato per vedere i risultati) e solo per gli amanti delle scommesse singole. Se giocate una multipla (come aveva fatto il mio amico), mettere un evento sotto quota 1,50, piuttosto che una garanzia di vittoria, è solamente un rischio inutile.

    Buone scommesse a tutti