Così come faccio tutte le volte in cui mi trovo a scrivere qualcosa per questo blog, anche in occasione della finale dell'Europa League mi sono ritrovato ad aspettare l'inizio della partita fra Atletico Madrid e Athletic Bilbao con le statistiche più complete fornitemi da OPTA sulla mia scrivania. Ovviamente ci sono sempre quelli che dicono che sono solo statistiche e che le statistiche lasciano il tempo che trovano. Ma sicuramente dentro le statistiche si possono trovare dati interessanti e curiosi. E' stata la sesta finale tutta spagnola di una competizione europea, la seconda se si comprendono solo Coppa Uefa ed Europa League, ed è stata la sesta finale europea per l'Atletico Madrid campione, Intertoto a parte, che l'Atletico aveva vinto superando il Fulham 2-1 dopo i supplementari. Tutti sappiamo che l'Atletico sarebbe poi stata la terza squadra delle otto che sono arrivate in finale di Coppa Uefa/Europa League negli ultimi tre anni a vincerle entrambe, così come hanno fatto Real Madrid e Siviglia. Di contro, invece, l'Athletic perderebbe la seconda finale di una grande competizione europea dopo quella contro la Juventus nel 1976-1977. Falcao si è confermato capocannoniere e l'Atletico non ha proseguito la striscia di 11 vittorie di fila nella competizione. Questi erano alcuni degli aspetti su cui riflettere prima ancora di analizzare il punteggio finale di 3-0. Effettivamente ci saremmo potuti aspettare un'altra grande notte del Bilbao, così come per esempio aveva fatto all'Old Trafford contro il Manchester United. E sicuramente non è l'unico episodio. Ma proseguiamo con la nostra analisi della finale di Europa League.
Atletico 3 - Athletic 0
Esattamente come ci si poteva aspettare alla vigilia, la partita è cominciata a ritmo altissimo, con il possesso palla che veniva recuperato in fretta senza dare un attimo di respiro all'avversario. Un inizio davvero incredibile. L'Athletic cercava spesso alcune giocate all'indirizzo di Llorente, mentre l'Atletico provava a ripartire in contropiede, recuperando velocemente ogni volta che perdeva il possesso della sfera.
La partita è poi cambiata rapidamente. Subito dopo sei minuti abbiamo visto un fantastico gol di Radamel Falcao, che ha trovato con il sinistro l'incrocio dei pali da dentro l'area superando l'incolpevole Iraizoz. Impossibile per il portiere dell'Athletic andare a prendere quel tiro. Se l'Atletico Madrid e Simeone volevano giocare in contropiede all'inizio della partita, era chiaro che lo avrebbero potuto fare ancor meglio dopo il gol del vantaggio. E così è andata: pressione continua, riconquista del pallone e ripartenze veloci.
Da parte sua la squadra di Bielsa ha tirato fuori tutto il suo orgoglio dopo il gol subito e per vari minuti è riuscita a schiacciare gli avversari, creando un paio di giocate molto pericolose (soprattutto l'errore di Llorente, con il pallone colpito con l'esterno e terminato sull'esterno della rete).
Il congiunto basco fa girare il pallone con buon ritmo e pazienza ma davanti ha una squadra ben organizzata in difesa, con le linee unite e pronto a lanciare i suoi attaccanti. Al minuto 21 Ander Herrera viene ammonito per un fallo su Diego, proprio sugli sviluppi di una ripartenza veloce iniziata da Falcao.
La partita, cominciata su ritmi altissimi, ha continuato a vedere le due squadre chiuse in poco spazio, cosa che facilitava i contatti e i falli. Proprio da un fallo a centrocampo Falcao viene punito con il cartellino giallo. Sorprendente vedere questa ammonizione ai danni dell'attaccante e in questo momento del match.
Nell'Athletic, Muniain arretra parecchio e prova ogni volta a raggiungere l'area avversaria con scatti rapidi ma i suoi tentativi terminano, sfortuna sua, nella parte frontale all'area, bloccato dal dispositivo tra centrali e mediana messa a punto da Simeone.
Proprio in questa situazione, con questa evidente sterilità dell'Atheltic, al minuto 33 arriva il secondo gol dell'Atletico Madrid. In uno dei tanti tentativi di pressing alto, l'Atletico recupera un pallone portandosi subito in area basca con Falcao capace anche in questa occasione di liberarsi della difesa avversaria e battere l'estremo difensore basco. Dopo appena mezzora di gioco la storia era abbastanza chiara, con la strada decisamente in salita per i Leoni. L'obiettivo adesso era segnare un gol per accorciare le distanze ma il gol non è arrivato.
Così si è chiuso il primo tempo, con gli uomini di Bielsa provando, quasi sempre per vie centrali, proprio nella zona in cui l'Atletico riusciva a chiudere tutti gli spazi e puntando sempre sulle ripartenze e su Falcao. E proprio l'attaccante è stato vicinissimo ad arrotondare il suo scorer ma la conclusione allo scadere è terminata alta sopra la traversa.
Dopo l'intervallo, l'Athletic ha cercato ovviamente di rientrare subito in partita con un pressing alto per recuperare in fretta palla e cercare di creare azioni offensive grazie soprattutto a Munian, particolarmente pericoloso in avvio. Bielsa ha poi cercato di rivoluzionare la squadra grazie alla panchina, cercando forze fresche per portare un pressing sempre più alto e per sfruttare i cross dalle corsie laterali.
Quando poi al 62' ha inserito Toquero al posto di Ander Herrera, terzo e ultimo cambio, Bielsa si è giocato veramente tutte le sue carte. Due punte e due ali, con Munian libero di agire alle loro spalle. Una mossa, però, che non è servita a molto. Anche perché l'Atletico ha cercato di addormentare la partita, grazie soprattutto a un prolungato possesso palla agevolato dalle qualità di giocatori come Diego. Nessuna fretta per i Colchoneros, a differenza dell'Athletic. In questo modo la squadra di Simeone ha sempre avuto il tempo di organizzare al meglio la fase difensiva quando gli avversari attaccavano, posizionando sempre un uomo in area di rigore. Qualche difficoltà l'hanno avuta con cross veloci e imprevedibili, come al 70' quando Llorente era tutto solo ma invece è andato al tiro Ibai. Pochi minuti dopo hanno avuto anche un'altra clamorosa occasione con Javi Martinez, anche se con quel tipo di azione non si poteva pretendere di sorprendere del tutto la difesa avversaria.
Partita e risultato ancora in bilico, anche se più passavano i minuti e più i tifosi dell'Atletico cominciavano a pregustare la vittoria. L'Athletic ha creato poi ancora molto, soprattutto con Susaeta fermato però da un ottimo Courtois. Ecco, devo sottolineare la grande partita del giovane portiere dell'Atletico, sempre attento sulle palle alte e ben supportato dai suoi difensori.
All'80', su una delle tante ripartenze orchestrate da Turan e Diego, Falcao ha centrato un clamoroso palo, prima del gol che ha chiuso definitivamente la partita realizzato da Diego.
Una rete che ha dato ufficialmente il via ai festeggiamenti dei tifosi dei Colchoneros, mentre dall'altra parte i tifosi del Bilbao non riuscivano a trattenere le lacrime. Nel finale, poi, Ibai centra un clamoroso palo non riuscendo così a siglare la rete della bandiera che avrebbe potuto almeno addolcire un po' il dolore dei tifosi.
In conclusione, l'Atletico ha vinto perché ha sfruttato al meglio tutto il potenziale offensivo dopo aver controllato a lungo la partita. Hanno giocato molto bene. Complimenti a Simeone e ai suoi ragazzi. L'Atlhetic, invece, non si deve dimenticare di aver fatto una grandissima Europa League, mostrando a tratti un gran gioco; il calcio inoltre ti concede sempre l'occasione di riprovarci e infatti ora potranno riprovare a vincere in Copa del Re che, caso del destino, si giocherà proprio nello stadio dell'Atletic Madrid (il Vicente Calderon). Voglio fare veramente i complimenti allo splendido lavoro fatto da Bielsa, dai suoi giocatori e dallo splendido atteggiamento dei suoi tifosi.
Tutti gli approfondimenti tattici di Rafa Benitez sul suo sito personale: rafabenitez.com
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