
Dopo le gare di ritorno degli ottavi di Champions, conosciamo ora tutte le squadre che parteciperanno al sorteggio di domani (in diretta dalle 11:45 su Eurosport), quando verrà definito il cammino fino alla finale dell'Allianz Arena di Monaco il maggio prossimo. E visto che c'è tanto da discutere, analizziamo le gare di questa settimana...
INTER-MARSIGLIA 2-1 (Live, report, foto, pagelle, reazioni)
Una sorpresa, anche se in molti a Milano potrebbero pensarla diversamente. L'Inter esce al termine di un match che poteva finire veramente in qualsiasi maniera: sembrava che le squadre fossero destinate ai supplementari e invece si è materializzato il finale più crudele possibile per i nerazzurri. Curiosamente, sia la gara d'andata sia quella di ritorno si sono decise nel recupero: qualcuno potrebbe dire che questo fa parte del gioco, che "fino a quando l'arbitro non fischia...", ma la beffa rimane.
Facendo riferimento all'approccio tattico delle squadre, Inter e Marsiglia hanno iniziato il match in maniera ovviamente diversa: i nerazzurri con un 4-3-1-2 che ultimamente sembra essere diventato il modulo base del club (pur con diverse alternative) e i francesi con un 4-2-3-1 piuttosto fisico che poi si è rivelato molto meno difensivo di quanto si credesse. L'Inter ha giocato in maniera diretta, costruendo diverse chance e dando l'impressione di avere la situazione in pugno, ma in realtà chi ha controllato il ritmo, facendo più possesso, è stato il Marsiglia.
Bisogna dire che il portiere francese Mandanda è stato un po' fortunato, in particolare in occasione della parata sul tentativo di petto di Milito. Poi nella ripresa l'Inter ha abbassato un po' i ritmi, mentre il Marsiglia ormai guardava solo l'orologio aspettando il fischio finale: i francesi si sono disuniti solo tra l'1-0 e l'1-1, quando hanno vissuto un momento di panico finendo alle corde; d'altra parte il gol di Milito è stata una mazzata pesantissima, visto che è arrivato "dal nulla", quando tutti ormai si aspettavano il pareggio e l'eliminazione dei nerazzurri.
Poi però sono arrivati i minuti finali, un epilogo disastroso per i padroni di casa. Il momento chiave è stato l'errore difensivo sulla punizione battuta lunga da Mandanda: Brandao, non senza la dose di fortuna necessaria in queste situazioni, è riuscito a controllare la sfera e a battere Julio Cesar (su assist del proprio portiere, chi se l'aspettava?). Dopo di che gli attacchi dell'Inter si sono rivelati inutili, più che altro perché non c'era più tempo: è arrivato il rigore, con tanto di espulsione di Mandanda per doppio giallo, ma la realizzazione di Pazzini è servita solo per definire il punteggio di una gara di grande emozione ed intensità. L'Inter è fuori, mentre Didier Deschamps riporta il Marsiglia ai quarti di finale: non accadeva dal 1993, quando l'OM poi andò a vincere il trofeo (in finale contro il Milan, proprio a Monaco di Baviera).

CHELSEA-NAPOLI 4-1 D.T.S. (Live, report, foto, pagelle, reazioni)
Ci si aspettavano tante emozioni da questa partita e la gara di Stamford Bridge non ha deluso le attese. Il Chelsea si è affidato ai suoi senatori, mentre il Napoli nella prima fase della partita ha messo in mostra tutta la fiducia nei propri mezzi, costruendo una serie di buone occasioni in zona Cech.
I londinesi hanno iniziato con un 4-2-3-1 con Ramires largo a sinistra, Sturridge a destra e Mata alle spalle di Drogba. Il Napoli invece si è presentato con il suo solito 3-4-3, ma ha pagato lo stop sfortunato di Maggio, costretto al cambio al 36' (con l'ingresso di Dossena che ha comportato lo spostamento a destra di Zuniga). Questa sostituzione comunque non ha cambiato l'atteggiamento della squadra, con ripartenze veloci guidate dal grande movimento degli attaccanti che si alternavano abbassandosi tra le linee per ricevere palla e (soprattutto Cavani) scattando in profondità.
Dopo un'occasione iniziale capitata a Sturridge, il Napoli ha iniziato a costruire le sue chance: Hamsik, Cavani e Lavezzi però non hanno saputo sfruttarle. Dall'altra parte il movimento a rientrare di Ramires spesso liberava Cole e Ivanovic per i cross dalle fasce, che però inizialmente non sono riusciti a costruire nulla di veramente pericoloso.
Il Napoli ha difeso bene centralmente, senza permettere a Mata e Lampard di trovare lo spazio per i loro inserimenti. Ma proprio quando sembrava che gli azzurri fossero in controllo, ecco che è arrivato il gol di Drogba, abilissimo a insaccare sul cross di Ramires siglando l'1-0.
Il Chelsea poi ha provato a girare palla con calma, tenendo il possesso (67%) e affidandosi alla regia di Lampard, che spesso si abbassava davanti alla difesa per impostare: i Blues hanno chiuso il primo tempo con un'azione pericolosa di David Luiz, lasciando nell'aria una sensazione di attesa in vista della ripresa.
E il secondo tempo è iniziato col botto: al 47' il colpo di testa di Terry ha portato il Chelsea avanti, ma Inler ha risposto al 55' con un bel tiro da fuori, regalando nuovamente il vantaggio al Napoli nell'arco del doppio confronto.
Al 60' è arrivato il momento di Torres che ha sostituito Sturridge piazzandosi in attacco, un po' spostato sulla destra. Lo spagnolo è sceso in campo con tanta voglia e con il giusto spirito di sacrificio: ha corso veramente tanto per tutto l'arco del match, aiutando i compagni in un finale in cui i titolari iniziavano a sentire la fatica nelle gambe.
Nell'ultima mezz'ora sono arrivate occasioni da una parte e dall'altra, fino al 3-1 realizzato su rigore da Lampard a seguito di un fallo di mano in area di Dossena. Di conseguenza la partita si è prolungata fino ai supplementari: gli allenatori hanno cercato di sostituire i giocatori acciaccati e i più stanchi, ma inevitabilmente gli spazi si sono aperti progressivamente. Il Napoli ha gestito meglio le ripartenze ed è stato bravo anche nel possesso di palla quando i tre uomini più avanzati si abbassavano per fare sponda. Complessivamente, gli azzurri hanno fatto 16 tiri in porta contro i 17 dei londinesi, ma il Chelsea è stato bravo a segnare sulle situazioni di palla inattiva e nei minuti finali è riuscito a far scorrere i secondi senza rischiare, diventando così l'unica squadra inglese capace di approdare ai quarti di finale.
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