ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Rafael Benitez

    Il Real si è accontentato dell’1-1, ma poi…

    Inizialmente le due squadre sono scese in campo con un 4-2-3-1 praticamente speculare. Il Bayern, con Bastian Schweinsteiger come mediano centrale alla sinistra di Luiz Gustavo e con Toni Kroos un po' più avanti. Il Real Madrid invece ha fatto due cambi rispetto alla partita precedente, inserendo Angel Di Maria come ala destra e Fabio Coentrao da terzino sinistro. I bavaresi hanno iniziato a giocare un po' troppo lentamente, mentre il Real aspettava senza pressare con grande intensità nella propria metà campo. Nessuna delle due squadre voleva commettere errori, perché entrambe sapevano benissimo di avere di fronte una squadra forte in contropiede, con molto potenziale in attacco, quindi non volevano perdere il pallone rischiando conseguenze pesanti.

    C'è da dire che i bavaresi giocando in casa avevano l'obbligo di attaccare e proprio per questo motivo il Real ha messo subito in evidenza il suo potenziale offensivo quando dopo appena sei minuti il Bayern ha perso palla a centrocampo regalando una chance a Karim Benzema, che è stato neutralizzato da Neuer. Lo schema del Real Madrid è stato chiaro fin da subito: recuperare palla velocemente e lanciare lungo alle spalle dei centrali avversari.

    Verso il quarto d'ora di gioco il Bayern ha protestato per un rigore non concesso a Ribery: Sergio Ramos in effetti tira leggermente la maglia al francese, ma il contatto è lieve ed è questo il motivo per cui non è stato sanzionato. Segue al minuto 16 il primo gol del match su calcio d'angolo. Franck Ribery, complice la non perfetta copertura di Di Maria, raccoglie la battuta in area e calcia in porta, con Luiz Gustavo in posizione di fuorigioco, anche se la velocità della giocata non permette di stabilire se il giocatore del Bayern ha influito sull'azione o meno.

    Il pressing bavarese su Xabi Alonso poi ha frenato il gioco del Real, costringendo spesso al lancio Pepe e di conseguenza limitando la creatività merengue. Da parte sua il Bayern ha insistito a destra con Philipp Lahm e anche dall'altra parte c'è stato qualche timido tentativo di David Alaba, il quale comunque si è preoccupato più a difendere che ad attaccare. Il tentativo seguente di Mourinho di spostare Di Maria al centro con Özil allargato a destra non ha sortito alcun effetto e nel finale di tempo va annotato solo un contropiede di Mario Gomez chiuso da un tiro alto sopra la traversa.

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    Dopo il riposo le squadre tornano in campo senza sostituzioni ma con qualche variazione tattica. Di Maria torna a destra e il Real si affida con maggiore insistenza a lanci lunghi in diagonale e in verticale, cercando di scavalcare e sorprendere la retroguardia bavarese. Al minuto 51 Lahm si fa notare un'altra volta, attirando su di sé la difesa madridista e liberando Arjen Robben per la conclusione, fuori bersaglio. Un minuto più tardi arriva il pareggio del Real Madrid: palla recuperata al limite della propria area e rapido contropiede che termina con il gol di Özil, dopo un'ottima azione orchestrata da Cristiano Ronaldo e Benzema. Ovviamente con l'1-1 la semifinale si sposta a favore del Real, ma il gol non cambia molto l'inerzia della partita, con il Bayern che prosegue nella sua lenta costruzione di gioco.

    Il match prosegue con un curioso doppio giallo per Alonso e Coentrao nello spazio di pochi secondi, mentre Jupp Heynckes sostituisce Bastian Schweinsteiger per inserire Thomas Müller, piazzato come sempre alle spalle di Mario Gomez con Kroos leggermente arretrato per dare una mano a Luiz Gustavo in mediana. Le situazioni pericolose per le due squadre restano comunque le stesse: da una parte gli inserimenti offensivi di Lahm, dall'altra la velocità nelle ripartenze e i lanci lunghi del Real Madrid. Nessuna delle due squadre si dimostra però superiore all'altra.

    Attorno al 70' il Real Madrid comincia a gestire il tempo, non a caso inserendo Marcelo al posto di Özil per coprire la parte sinistra del campo e aiutare Coentrao. Il minuto seguente Gomez spreca una grande chance calciando alto da pochi passi, mentre il match continua comunque a essere equilibrato, come dimostrano le statistiche in quel momento: 292 i passaggi del Bayern, 295 per il Real Madrid, con identica percentuale di efficacia, il 72%. Poco dopo Mourinho butta nella mischia anche Granero al posto di Di Maria, rinforzando ulteriormente il centrocampo.

    Il Bayern ormai sente quindi di dover premere sull'acceleratore: Alaba arriva per la prima volta sul fondo all'80', Ribery costruisce una grande chance un minuto dopo ma la spreca per eccessiva generosità e quindi arriva il terzo cambio del Real - ininfluente - con Higuain che sostituisce Benzema. Al minuto 86 il Bayern chiede un altro calcio di rigore per un fallo su Mario Gomez di Coentrao. La domanda è: perché l'assistente di porta non può mettersi dalla parte opposta rispetto al guardalinee, per avere un punto di vista diverso sull'azione?

    La partita si decide all'ultimo minuto. Lahm ci riprova sulla sua fascia e cerca Mario Gomez che stavolta non sbaglia centrando il 2-1, un risultato che rende ancor più emozionante la gara di ritorno del Bernabeu, con i bavaresi che a questo punto hanno un lieve vantaggio nell'ambito del doppio confronto. Il match termina quindi con il giallo di Marcelo per un fallaccio su Müller: il brasiliano non avrebbe mai potuto prendere il pallone ed è stato fortunato a finire la partita, che si stava surriscaldando proprio nel recupero... Ora è chiaro: dopo quel che abbiamo visto a Monaco, possiamo aspettarci una gara di ritorno sicuramente emozionante.

    Tutti gli approfondimenti tattici di Rafa Benitez sul suo sito personale: rafabenitez.com

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