ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Roberto Beccantini

    Coppa Italia, non facciamoci riconoscere

    Dalla stagione 2007-2008, la finale di Coppa Italia non è più doppia, ma secca. Un piccolo passo verso la «civiltà» sportiva.

    Juventus-Napoli garantisce pathos, emozioni, anche se gli eroi sono stanchi e il parto è stato tribolato: i bisticci sulla sede (Andrea Agnelli pro Roma, Aurelio De Laurentiis pro altrove) e le polemiche sui biglietti, dalle tessere dei tifosi alle navette ai prezzi, hanno arroventato la lunga vigilia. Non conosciamo le mezze misure: polvere di stelle o polvere da sparo.

    La Juventus di Antonio Conte ha vinto lo scudetto, il Napoli di Walter Mazzarri è scivolato dal terzo al quinto posto, perdendo, così, l'accesso a quella Champions League che, sul campo, aveva onorato fino a eliminare il Manchester City e a esserne escluso, dal Chelsea, solo nei supplementari. Sarà l'ultima di Alessandro Del Piero e, forse, di Ezequiel Lavezzi. Cerca, Conte, la doppietta che riuscì nel 1995 a Marcello Lippi, pure lui ai primi morsi di Juventus.

    Al San Paolo, finì 3-3; al ritorno, 3-0 per Madama. La Juventus insegue il record assoluto d'imbattibilità: sarebbero, con quella di domenica, 43 partite; il Napoli, il primo trofeo del dopo Maradona. Se consideriamo gli attacchi, siamo lì: Juventus 68 gol, Napoli 66. E' stata la fase difensiva a scavare la differenza, oltre al peso diverso delle agende: Juventus 20 gol, miglior reparto, Napoli 46. Mancheranno Giorgio Chiellini, infortunato, e Walter Gargano, squalificato. In classifica, i duellanti sono stati divisi da qualcosa come 23 punti (84 la Juventus, 61 il Napoli), dopo che un anno fa era stata la squadra di Mazzarri a prevalere di 12 (70 a 58). Storicamente, la Juventus ha sempre sofferto le sfide uniche. E in una notte può succedere molto, se non tutto. L'alleato meno vago del Napoli sarà proprio la pancia piena dei neocampioni. Ammesso che sia già piena.

    di Roberto BECCANTINI

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