ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Roberto Beccantini

    Nazionale tra etica ed etichetta

    Questa volta, dare a Cesare quello che è di Cesare significa metterlo in guardia dall'eccesso di catechismo che ne ha spesso caratterizzato il mandato. Nessun dubbio che il secondo posto agli Europei costituisca una medaglia al valore: soprattutto, rispetto ai de profundis della vigilia. Scordiamoci, inoltre, che la marcia verso i Mondiali 2014 sia una passeggiata: Armenia e Danimarca non sono materassi. Ciò premesso, il via-vai di Mario Balotelli continua a rappresentare il simbolo di una Nazionale un po' albergo e un po' convento.

    C'è il ritorno di Domenico Criscito, che l'onda lunga di Scommessopoli aveva espulso dalla spedizione in Polonia e Ucraina, a differenza di Leonardo Bonucci. E c'è Andrea Ranocchia indagato a Bari ma precettato comunque. Il mio garantismo contro l'equilibrismo federale: vinca il migliore. Sono per l'etica, a maggior ragione quando si parla di sport. Sono contro i codici etici, a maggior ragione quando si parla di sport. Lo sport è etica: dunque, non ha bisogno di protesi per conviverci, e nemmeno per affermarne o allungarne il primato. Con i codici, si rischia di fare confusione (esempio: tizio sì e caio no, perché?). E poi, ripeto, fortunati quei Paesi che non ne hanno bisogno.

    Un giocatore che spesso li ha sfidati è Antonio Cassano. Il ct lo ha bocciato di nuovo. Cassano ha 30 anni, gli stessi di Alberto Gilardino che, viceversa, è stato richiamato. Gatta ci cova? Ma no: siamo di sfronte, semplicemente, all'ennesimo cambio di rotta. Troppi, per i miei gusti. In assenza di un Cristiano Ronaldo o di un Messi, è difficile che Prandelli possa sbagliare una scelta, dal momento che, come nel caso di Antonio Conte, il parco attaccanti non offre spacchi vertiginosi. La scintilla di Cesare fu quella di una coppia leggera, stile Barcellona, con Giuseppe Rossi & Cassano, il primo tradito dalle ginocchia, il secondo dal cuore e dal carattere. Pur di non diffondere i reali motivi della purga, che risalgono al dietro le quinte degli Europei, Prandelli ha paragonato Cassano a Totò Di Natale. In sintesi: io so chi è lui e lui sa chi sono io, punto.

    Daniele De Rossi può diventare un problema per la Roma; non certo, o non ancora, per Prandelli. Se c'è un reparto «servito», è proprio il centrocampo, con Claudio Marchisio, Andrea Pirlo e, appunto, De Rossi. Il sistema prediletto dal selezionatore resta il 4-3-1-2, ma nell'ultima uscita, a Modena con Malta, le censure più severe coinvolsero il trequartista, Alessandro Diamanti: vale a dire, il ruolo più delicato e cagionevole. Si dovrebbe ripartire da Riccardo Montolivo.

    Pedalano tutti in gruppo, gli azzurri, con Gigi Buffon e Pirlo in testa. Ogni volta, si gioca a chi giocherà in attacco. Sin qui, nell'arco di ventotto partite, sono state alternate sedici coppie/soluzioni (tra 4-3-1-2, 4-3-3 e 4-2-3-1). Si avanza alla media, faticosa, di 1,28 gol a gara. Capocannoniere, con 7 reti, Cassano. Il signor epurato.