
Sono sincero: la finale tra Spagna e Italia non rientrava nei miei pronostici. Trovo però che sia l'epilogo più corretto. E mi porto avanti, ringraziando fin d'ora gli spagnoli per non aver «biscottato» la partita con la Croazia. Nella speranza che non si siano pentiti. La vittoria a spese della solita Germania - solita, perché nelle competizioni ufficiali continua a non batterci; solita, perché contro di noi si dimette sempre dal futuro - ha premiato il coraggio di Cesare. Il problema era l'attacco. Il sentimento popolare spingeva le scelte del ct lontano da Mario Balotelli e Antonio Cassano. Gli déi, viceversa, ne hanno apprezzato la testardaggine. La doppietta dell'uno e i tocchi dell'altro hanno orientato la cronaca, se non proprio adeguato la storia.
Credo che la Nazionale italiana di calcio diventerà presto materia di studio nelle più sofisticate università del mondo. E' mai possibile che, per esistere, si debba resistere agli scandali, da Calciopoli a Scommessopoli, e ricavarne benzina per sorvolare i limiti e le pigrizie che, in caso contrario, saboterebbero l'intesa e righerebbero il rendimento? Nello stesso tempo, è incredibile cosa passi per la testa di un tedesco quando, palla al piede, ci sfiora: non è più lui, mentre noi ci sentiamo sempre «più noi». Dal 4-3 di Città del Messico al 3-1 di Madrid, dal 2-0 di Dortmund al 2-1 di Varsavia. Erano più freschi e più forti: sarà per un'altra volta.
Andrea Pirlo era dell'Inter che lo «regalò» al Milan che lo ha lasciato andare alla Juventus. Balotelli era dell'Inter che l'ha mollato al Manchester City. Così, a naso, non mi sembrano lampi di genio. Così come non mi pare banale il lavoro svolto da Prandelli dalla sconfitta di Zurigo, con la Russia, al successo con la Germania. Il blocco Juve gli ha fornito la base sulla quale costruire casa Italia. Di suo, Cesare ci ha messo, ripeto, l'audacia e la coerenza (che non significa dogmatismo, immobilismo). Mi viene in mente quello che il sommo Gianni Brera scriveva degli inglesi: così stupidi da non capire che sarebbe stata una causa persa, combattere Hitler; per questo, vinsero la guerra. Con Balotelli e Cassano, Prandelli è stato altrettanto «stupido». Per fortuna.
