Ci ho pensato, riflettuto, ho anche ascoltato integralmente la conferenza stampa di Delio Rossi e parecchi pareri di colleghi fiorentini e non: alcuni mi hanno riportato anche la frase che Ljajic avrebbe detto all'allenatore.
Tante opinioni diverse: ma io non ho cambiato la mia.
Trovo curioso che Rossi convochi un conferenza stampa per chiedere scusa a tutti, nessuno escluso; mentre Ljajic abbia chiesto scusa a tifosi, società e compagni, ma non all'allenatore che ha offeso. Divertentissimo poi che il papà del ragazzo che gli ha insegnato così bene l'educazione voglia denunciare il tecnico per aggressione. Ma in fondo è giusto. Anche se non sapevo che il figlio fosse minorenne e avesse bisogno di essere accompagnato all'asilo dai genitori.
Più analizzo questo fatto e più penso che Rossi sia l'unico che è riuscito a uscire da questa vicenda meglio di come ci sia entrato.
Il suo gesto resta ingiustificabile e deprecabile. Ma la figura peggiore non l'ha certo fatta l'allenatore: soprattutto perché non ha riportato quello che il suo giocatore gli avrebbe detto uscendo dal campo.
Le truppe di moralisti che accerchiano un bersaglio e fanno fuoco, poi, mi fanno vomitare. A Genova abbiamo un modo un po' scurrile di esprimere questa sensazione: quando si ha un bersaglio fermo che si può colpire facilmente diciamo... "bravo, bella forza… è come sparare su un bambino che ca…". E credo abbiate capito.
Li vorrei vedere quei moralisti se si sentissero offesi nel profondo, in qualcosa che magari li tocca davvero, di fronte a persone delle quali ti devi guadagnare il rispetto ogni giorno o che devi difendere e rappresentare anche se si comportano come giovani ignoranti, zotici e ingrati.
Vorrei vederla la loro reazione in quella frazione di secondo, senza pensare. Perché a mente fredda siamo tutti bravi, educati e razionali. A mente calda no. E io meno di altri: non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo.
Forse per imparare a gestire questo mio lato oscuro, faccio l'arbitro per passione da 25 anni: di frasi infelici ne ho sopportate diverse. Ormai do per scontato di poter essere definito pagliaccio o cornuto su qualsiasi campo mi appresti a dirigere un incontro. Una donna una volta da una tribuna, perché avevo accarezzato la testa di un bimbo che avrà avuto l'età di mio figlio e aveva fatto un bel gol, mi ha urlato 'arbitro sei un pedofilo': stavo per mandarla dove potete immaginare. Ma prima che mi mettessi dalla parte del torto il bambino mi ha chiesto scusa... "sa, mia madre è un po' così" mi ha detto con gli occhi bassi.
Un episodio... Per fortuna sono molte più le volte che mi diverto e mi sento a mio agio, ripagato dal mio impegno e dalle mie scarse qualità, di quelle in cui mi verrebbe voglia di mollare le squadre sul campo e tornarmene a casa.
Mi sono anche sentito dire… "E' normale che ti dicano queste cose, sei l'arbitro e fai parte del gioco, d'altronde sei pagato…"
Come? Pronto? Sono pagato con un modesto rimborso spese per farmi insultare? Ma allora mettetemi un mirino sulla schiena, o un contenitore di olio bollente sulla testa: sai che spettacolo…
Credo non ci sia niente di peggio in un paese ipocrita come il nostro che la schiera di perbenisti e moralizzatori che si portano davanti alla schiera dei dimostranti quando parlare è facile: per poi alzare le mani quando parlare diventa più scomodo, o il bersaglio non è così chiaro.
"Quelli che benpensano": meravigliosa quella canzone di Frankie Hi-Nrg.
Quindi, caro Rossi... sicuramente hai fatto una stupidaggine: ma sei in ottima compagnia. Tranquillo… Solo che oggi sei un bersaglio comodo e posizionato in perfetta zona di tiro. Il calcio non ha alcun problema in Italia: oggi, grazie al tuo brutto esempio, siamo tutti più buoni.
Anche questa è una soddisfazione. Ci hai resi tutti migliori…
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