Stefano Benzi
  • Il Napoli e il braccino sullo smash

    Guardare i fatti del nostro campionato da fuori, quando magari sei all'estero, ha tutto un altro sapore: sarà che non senti il chiacchiericcio e sei lontano dai rumori di fondo, spesso molto molesti, del tifo. Ma rispondendo alle domande dei colleghi stranieri che ti chiedono "cosa succede all'Inter?" o "ma perché il Napoli si blocca sul più bello?" ti escono le risposte più semplici e chiare, magari banali.

    È il campionato delle occasioni sprecate, delle fughe decisive mancate e degli agganci non riusciti: tante volte la Juve ha avuto il colpo del KO e quante volte chi inseguiva, di certo il

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  • Il Napoli sbaglia l’approccio: ma di nuovo?

    Non sono un grande esperto di scommesse, ma questa volta una camomilla sul Napoli in finale di Europa League me la sarei giocata. Perché la squadra di Mazzarri poteva essere davvero pronta e matura per un salto di qualità, soprattutto mentale, che doveva semplicemente essere concretizzato e perseguito sul campo.

    Tempo fa, all'epoca dei sorteggi, avevo sottolineato come il Viktoria Plzen fosse una squadra tutt'altro che comoda: vedete, questo genere di formazioni sono le peggiori da affrontare per una squadra distratta, demotivata o comunque non particolarmente pronta ad affrontare una

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  • Schladming vista da dietro le quinte

    Metti una giornata di (quasi) riposo, un po' di noia e la possibilità di andare a curiosare dietro le quinte del Mondiale di Sci. Sono andato in giro con la mia telecamera per mostrarvi qualcosa di inconsueto. Sperando che dopo averlo messo online non mi straccino il pass e non mi rimandino a casa…

    di Stefano BENZI (Twitter: @stefano_benzi)

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  • Cellino: i forcaioli guardino anche un pochino più in là

    Vorrei andare un pochino al di là del solito dualismo con la quale la massa, soprattutto online, commenta gli arresti eccellenti, di qualsiasi ordine e grado: si va dal "crocifiggilo crocifiggilo" al "è solo una vittima".

    La massa non ama distinguere tra fatti e atti: troppo faticoso. Ci si limita a esprimere giudizi che sanno di forca o di santità e soprattutto nel caso di un arresto come quello di Massimo Cellino diventare forcaioli è molto semplice. Intanto perché Cellino non è probabilmente una persona molto simpatica, poi perché (pur con modi spicci e sbrigativi che lo mettevano dalla

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  • Una vittoria netta, non scontata

    Prima considerazione: conoscendo il Celtic e il Park e ricordando che da quelle parti di squadre italiane cadute in modo illustre ne ricordo tante mentre mi è più difficile ricordare quelle che ne sono passati indenni o che hanno addirittura vinto (giusto il Milan nel 1969), questa non poteva essere considerata una gara né facile né scontata.

    Il Celtic non è certo una squadra di straordinario valore tecnico: ma ha anima, cuore e identità, proprio come la Juventus di Conte, anche se ogni tanto i bianconeri magari se lo dimenticano. E l'unico modo di giocare la partita, di fronte al Celtic che

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  • Più passo del tempo a Schladming per i Mondiali di Sci, più vorrei che il tempo si fermasse e che questa emozione si dilatasse nel tempo e mi restasse dentro, come quel conforto che ti danno le coperte quando il letto si scalda e cerchi tepore perché hai un po' di febbre.

    Questo mestiere è davvero cinico: cerchi le emozioni a tutti i costi, raramente le trovi e quando ti accade sei ormai talmente inaridito che diventa difficile riconoscerle, apprezzarle, farle tue e comunicarle. È difficile trasmettere emozioni quando quelle che provi sono tutte annacquate da cose che vedi e che non ti

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  • Juventus, una gara esagerata: Napoli sotto pressione

    No, non è finita; cinque punti sono tanti ma non sono troppi e la Juventus ha dimostrato quest'anno di essere battibile, a volte incostante, a volte distratta; ovviamente dietro il Napoli ha ancora abbastanza sostanza per vincere e per sfruttare eventuali indecisioni della signora che dovrà anche sostenere l'esame più importante, lo scontro diretto, al San Paolo, venerdì primo marzo.

    Molti hanno presentato la doppia sfida di ieri, a Torino e Roma, con la Juve che ospitava la Fiorentina e il Napoli sul campo della Lazio, come la 'giornata dello scudetto'. Non lo è stata e non poteva esserlo:

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  • Meglio un record oggi o un dopato domani?

    A poco a poco la verità viene fuori, anche se per ora bisogna parlare della verità di Fuentes che, dopo lunga riflessione sembra voler collaborare a un'inchiesta che comincia a produrre nomi eccellenti.

    Diciamo che il ciclismo non è mai stato immune da colpe e che spesso se l'è anche andata a cercare con la cecità volontaria di chi non vedeva o faceva finta di non vedere; perché come scrissi all'epoca del caso Armstrong (clicca qui e qui, un post scritto in estate), o di quello che riguardò a Londra Alex Schwazer (qui "A proposito di doping pubblico sponsor e media") chi è che vuole un

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  • Quel gran ‘bastardo’ di Ted Ligety

    Quando l'ho visto scendere per la prima volta è stato amore a prima vista; un vero randagio che non ha paura di niente. Poi l'ho visto senza casco e un po' più da vicino: e l'amore è diventato rispetto. Un ragazzo che non rinuncia ai suoi capelli lunghi, al suo atteggiamento aperto e disponibile ma anche agli scherzi, al tempo libero passato con chi gli va e non con chi deve, ai compromessi legati agli sponsor ma solo fino a un certo punto. Perché Ted ha le sue idee e anche se non le mette in piazza le difende. Diciamo che non accetta qualsiasi offerta di denaro da chiunque, cosa che molti

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  • L’Italia bocciata dall’Olanda, o meglio, rimandata…

    Nutrivo grande curiosità e aspettativa per il tentativo di 4-3-3 di Prandelli: in fondo questa sarebbe la sua idea di calcio sempre in un club che gli consentisse di avere gli uomini giusti il CT giocherebbe sempre così.

    Paradossalmente nel Club Italia la cosa fino a oggi gli è riuscita più difficile perché tra problemi di disponibilità, di forma e soprattutto le caratteristiche di giocatori come Rossi o Giovinco che si trovano più a loro agio dietro le due punte che in un sistema a tre, alla fine avevano convinto Prandelli a fare di necessità virtù e a giocare con una punta e mezza o con due

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Stefano Benzi

Stefano Benzi, nato nel 1965 a Genova è entrato a Eurosport 2001 dopo una lunga serie di collaborazioni con le principali televisioni sportive italiane sia come commentatore che come telecronista diventando direttore editoriale del sito italiano di Eurosport nel 2006 mentre, dal 2009, si occupa in qualità di direttore responsabile di tutta la piattaforma italiana del network. All’interno di questo blog raccoglie riflessioni su personaggi ed eventi sportivi di attualità, con un occhio di riguardo non solo per quanto fa notizia. Ma anche per quanto dovrebbe far notizia: e non la fa. Appassionato maniacale di musica e di sport estremi e alternativi, difende i valori di divertimento e socializzazione dello sport e rifiuta ostinatamente qualsiasi espressione integralista di tifo.