Sono contento: non che lo scudetto lo abbia vinto la Juve, onestamente non me frega nulla, continuo a preferire sempre la categoria generica, e non specifica, dei perdenti.
Sono contento che la Juve abbia vinto alla penultima giornata con distacco sufficientemente ampio da demotivare qualsiasi sterile polemica sul gol fantasma di Muntari e altro.
Sono contento perché la Juve ha vinto indiscutibilmente un campionato nel corso del quale la squadra di Conte ha dimostrato continuità, determinazione, un'applicazione feroce, una cultura del lavoro che arriva sicuramente dal suo tecnico ma anche dalla 'fame' delle ultime stagioni e da un gruppo sempre coeso, cui tutte le cose sono andate per il verso giusto anche per come ha saputo affrontare le sue difficoltà.
La Juventus ha avuto un pizzico di fortuna in alcuni momenti decisivi ma, soprattutto, ha saputo sempre alzare il suo livello di gioco e di attenzione immediatamente dopo i pochi errori commessi nel corso dell'anno.
Una squadra che ha pareggiato troppo? Ma per piacere... Stiamo parlando soprattutto di una squadra che non ha mai perso e che è ripartita dalla difesa per costruire il suo successo, trovando di volta in volta l'uomo giusto al posto giusto per riempire il boxscore.
La Juventus ha giocato alcune partite in modo feroce a ritmi frenetici e insostenibili indipendentemente dall'avversario che aveva davanti: perché non giocava in Europa? Forse… ma anche perché quest'anno la Juventus ha preparato la stagione, e direi ogni partita, in modo quasi perfetto facendo vedere il calcio migliore. Pragmatico, se necessario, spettacolare quando possibile.
Di questo titolo 2011/12 avremo modo di analizzare altri aspetti: gli errori del Milan, che non sono stati pochi; le intermittenze di avversarie come Napoli, Roma, Lazio, Udinese e Inter che non sono mai sembrate nelle condizioni di potersi nemmeno avvicinare al ritmo dei bianconeri. L'abisso tra la prima e la terza classificata a fine campionato, comunque andrà l'ultima giornata, è la testimonianza più eloquente di quanto questo titolo vada alla squadra migliore.
Punto.
Si vuole discutere, si può discutere: di palloni che entrano e non vengono visti in un calcio che si rivela medioevale rispetto all'evoluzione di altri sport; di un'organizzazione calcistica che in Italia resta troppo sbilanciata a favore delle grandi e assolutamente non garantista per le squadre di seconda e terza fascia che, soprattutto ora, in un momento di gravissima crisi, devono essere aiutate a tenere in piedi tutta la baracca. Di istituzioni vecchie e anacronistiche che non sanno rappresentare un movimento che ha un bisogno disperato di esempi positivi, di novità, di ringiovanimento.
Nella necessità di un generale rinnovamento celebriamo una Vecchia Signora ringiovanita e senza botulino, che ha saputo dimenticare rapidamente gli insipidi e frettolosi tentativi di violenta chirurgia plastica perpetrati dal ritorno in Serie A in poi, e si ripresenta bella e affascinante come una ragazzina.
Una goccia di profumo, un vestitino leggero e via... a festeggiare.
Le rendiamo omaggio e le diciamo, sinceramente, bentornata.
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