Non è tempo di saldi ma è tempo di crisi. E quindi, se non si possono investire molti soldi, ecco il momento buono per tirare fuori dall'armadio il capo ancora di moda, magari non recentissimo, quello che sta bene con tutto e che serve sempre: in particolare nella dannata mezza stagione (esistono ancora, almeno nel calcio). Anche l'auto non si cambia... si tiene: e se proprio la si deve cambiare si va sull'usato sicuro.
E' stato un turno di campionato caratterizzato dalle prodezze di giocatori che si presentavano al via di questa Serie A con mille motivi di rivalsa sul proprio passato, ma anche di conferma per quelle squadre che su queste figurine sgualcite ci hanno creduto e scommesso.
Cassano all'Inter, che si scopre terza in classifica senza aver mai completamente convinto e senza aver mai del tutto dimostrato la propria consapevolezza di sé, si diverte e sta bene: Moratti avrebbe voluto comprarlo cinque anni fa, prima che desse di matto alla Sampdoria. Magari è arrivato un po' tardi, ma in tempo per dimostrare di avere ancora molto da dire e per costituire un'altra coppia straordinariamente assortita con Milito: i due, rivali nel derby di Genova di qualche anno fa nei quali l'argentino giganteggiava e il barese spariva, si trovano che è una meraviglia.
Gilardino, che a Genova ha lasciato un ricordo sbiadito, ha già marcato con il Bologna cinque gol in campionato in una continuità di rendimento che lo ha riportato a essere un punto di riferimento per i compagni. La sua partita contro il Catania è stata perfetta: nel primo gol due palloni giocabili ricevuti, un gol. Nel secondo tempo un gran gol di testa su calcio d'angolo e almeno altre tre palle gol mancate di un nulla.
Rolando Bianchi si riscopre arma letale di un Torino davvero brillantissimo a Bergamo: con i gol marcati all'Atalanta raggiunge a quota 70 nelle marcature di sempre Loik, indimenticata leggenda del granata che fu. I motivi di esultare per lui sono molteplici: non solo per una questione di banale database, ma anche perché ora può davvero batter cassa puntando sulla scadenza del suo contratto (giugno) e su un'età (29 anni) sufficientemente fresca per renderlo interessante sia per il Torino che per altre squadre, pronte a investire sull'usato sicuro.
Come Miccoli... anche lui nobilitato da un contratto in scadenza ma motivato, soprattutto, da una lunga panchina preventiva sotto Sannino: "Che vi devo dire - ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano il perché del suo exploit contro il Chievo - mi dicevano che non ero in forma...". Il riferimento all'ex tecnico sostituito da Zamparini con Gasperini alcune settimane fa è evidente: e non che è con il Gasp Miccoli abbia giocato titolare fin dall'inizio. E poi persino Zamparini gli aveva dato del pensionato... L'ex tecnico di Inter e Genoa si è convinto a rinviare il suo ricovero nella residenza sanitaria assistita, con pannolone e girello, seguendo i suoi allenamenti della scorsa settimana: "Mi sembrava davvero molto motivato, anche se non è in condizione straordinaria" ha detto il Gasp.
Non in forma per Sannino, non in ottima condizione secondo Gasperini: nemmeno per me se è per questo. Ma io nelle condizioni di Miccoli, qualche chilo di più e una leggera zoppìa al termine di qualsiasi sforzo fisico, ci vivo ormai da 20 anni... E continuo a giocaare.
Il fatto è che Miccoli non è un Benzi qualunque, ma uno di quei giocatori che una partita la possono vincere da soli: anche in dieci minuti, anche su un piede solo, anche segnando gol straordinari quando si sta in campo ormai per procura.
Usato sicuro, garantito, può fare ancora parecchi migliaia di chilometri: la carrozzeria ha qualche segno, gli interni sono un po' stinti. Ma va da 0 a 100 in 5": o segna in pallonetto da 42 metri... Interessa?
Twitter @stefano_benzi
* * * *
Facebook Pagina Ufficiale di Stefano Benzi
Sito www.stefanobenzi.com
