Quando abbiamo invitato Tania Cagnotto nei nostri nuovi studi di corso Sempione a Milano non abbiamo avuto dubbi: sarà che la frequentazione è ormai lunga e affettuosa, ma continuiamo a considerarla una cucciola, tant'è che ho perso il conto delle sue Olimpiadi e quando mi rendo conto che sono già quattro mi sorprendo anche un po'.
Sarà che ha un viso adorabile, e un atteggiamento sempre simpatico e disponibile. Ma dietro quel sorriso e quegli occhioni Tania è forte, coriacea, persino scorbutica.
Lo so perché l'ho vista tanto felice quanto arrabbiata. E farle domande quando è arrabbiata è come rimbalzare su una lastra di acciaio temperato: ci si fa male.
Il che me la rende molto vicina, molto vera: e ancora più piacevole da frequentare.
Quindi, siccome ci mancava un blogger d'eccezione per le Olimpiadi, abbiamo deciso che le nostre blogger potevano essere lei e Francesca Dallapé; e siccome la nostra sala ancora meeting non aveva ancora un nome, e la nostra abitudine è quella di intitolarle a sportivi in vita, ora la nostra sala riunioni principale si chiama "Tania Cagnotto". Con tanto di foto e di autografo…
E' il nostro modo di fare sentire l'affetto di una redazione e di un gruppo di lavoro a una persona che secondo noi ha dato tantissimo allo sport italiano, e può dare ancora molto. Non in termini di medaglie, allori e successi, ma di immagine.
Mi piace pensare che se oggi una ragazzina pensa dalla soglia di un trampolino quale figura eseguire lo sta facendo perché come me ha visto Tania e si è illuminata. E si è detta… "figata…! Voglio farlo anche io".
L'emulazione può essere una grande qualità quando l'esempio che hai di fronte è davvero virtuoso: e Tania, come Francesca, è un esempio meraviglioso.
Di questo abbiamo bisogno. Di esempi. E di persone che coraggiosamente ne seguano il percorso.
Anche se questo vuol dire vincere difficoltà allucinanti, conquistarsi spazi che nel nostro paese non esistono, rinunciare a molto di sé e del proprio io in un'età in cui si avrebbe solo voglia di godersela.
In un'epoca di egoismi ed egocentrisimi i ragazzi che stanno per partire per le Olimpiadi ci stanno regalando un po' della loro gioventù e i loro sacrifici sono importanti per ricordarci chi siamo e da dove arriviamo.
Non dimentichiamocene a torcia ormai spenta…
Vista la carenza di impianti con la quale Tania ha cominciato a lavorare, che resta la stessa carenza di oggi nonostante quattro Olimpiadi e tanti successi, il timore è legittimo. Che quello italiano, dopo Tania e Francesca, sia un tuffo nel vuoto.
Ecco l'intervista esclusiva a Tania Cagnotto negli studi di Eurosport
Twitter: @stefano_benzi
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