ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    …E persino Conte gettò la maschera

    Una cosa a Conte bisogna riconscerla: nella sua ostentazione del credo "sacrificio-dedizione-umiltà-lavoro", il tecnico bianconero non ha mai parlato di obiettivi.

    Mai.

    Fin dall'inizio del suo percorso in bianconero Conte si è limitato a dire… "prima di chiarire dove possiamo arrivare, pensiamo da dove siamo partiti…": e cioè due settimi posti consecutivi. Che poi, questi settimi posti siano costati la credibilità di due tecnici, Ferrara e Del Neri, e un sacco di soldi, proprio tanti, la cosa è relativa.

    Conte ha avuto moltissimi meriti: ha dato un senso (come direbbe Vasco) a una squadra e a giocatori che si è ritrovato suo malgrado in eredità che fino a qualche mese fa un senso non l'avevano. Tolte le zavorre che evidentemente non riteneva di poter utilizzare ha saputo ridare una logica anche a giocatori strapagati che sembravano ormai destinati al brocantage.

    Quindi ha protetto la squadra: niente immagini, niente interviste inutili, niente presenze incombenti di stampa italiana o straniera che non fossero concordate o necessarie. Nessuna distrazione, nessuna eccezione.

    Solo lavoro, lavoro, lavoro…

    Non so cosa darei per dare un'occhiata nello spogliatoio della Juve: sono convinto che anche Conte, come qualche altro tecnico, è uno di quegli allenatori che appende i pensierini o i taze-bao tra gli armadietti dei giocatori. Ma ieri, solo ieri, il tecnico bianconero, al sicuro dopo la secca affermazione di Novara, ha apparentemente gettato la maschera. Per la prima volta dall'inizio dell'anno ha parlato di futuro: "Abbiamo fondamenta abbastanza solide per poter costruire qualcosa di importante e restituire alla Juventus la gloria della sua tradizione italiana ed europea…, certo dipenderà anche dalla società".

    Pausa.

    "…comunque mancano ancora tre partite e la prossima contro il Lecce è quella della vita… bla bla bla bla".

    Il primo capoverso di questo mio post è ovviamente provocatorio: ma se siete arrivati fin qui (intanto grazie, la stragrande maggioranza di voi non arriva nemmeno alla fine della prima riga prima di insultarmi, qualunque sia l'argomento) avrete capito il senso: anche se questo pezzo un senso non sembra averlo (sempre cit. Vasco).

    Conte non ha un solo merito, ne ha moltissimi: ha fatto da chioccia, da parafulmine, da personal trainer, da manager aziendale, da motivatore, oltre che da allenatore. E chi lo ha voluto alla Juventus credo abbia avuto una gran botta di fortuna: intanto perché secondo me è stata una scelta forzata e anche un po' casuale. E poi perché considerando le scelte precedenti, o se preferite gli errori, sono convinto che nessuno avrebbe scommesso in un risultato del genere.

    Sono pronto a sottoscrivere quello che Conte sostiene: che la base è solida abbastanza per costruire qualcosa di importante, anche perché la concorrenza italiana mai come in questo momento (Inter, Milan, Roma…) è in grande difficoltà. Bastano poche mosse, pochi investimenti mirati: magari se in società, a Conte, gli danno anche retta potrebbero evitare altri errori....

    Il fatto che la concorrenza per lo scudetto si sia impoverita non è un demerito della Juventus: il cui merito, se mai, è stato quello di aver alzato, al di là di ogni aspettativa e silenziosamente, livello di gioco e di ambizioni.

    Scudetto che vale meno, perché conquistato a fronte di una minor concorrenza?

    Non voglio aizzare polemiche sterili… ma questo titolo, per carità, rimandato a conti fatti e alle tre partite che ancora mancano,  vale più  di quelli che la Juve si vorrebbe far restituire.

    Garantito.

    ****

    Twitter: @stefano_benzi

    Pagina ufficiale di Stefano Benzi su Facebook

    Vai sul sito ufficiale di Stefano Benzi

    Vai sull'Osservatore Sportivo