ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    Ibra e Sheva: classe e DNA non si vendono a tranci

    Prendi un paese in crisi, alle prese con problemi davvero seri (colleghi che sono in Ucraina mi dicono che l'organizzazione di questo Europeo è drammatica per trasporti, strutture, alloggi e collegamenti), mettilo al centro dell'attenzione e dagli un'occasione di rivincita di fronte ai poteri forti di un continente cui non si sente nemmeno di appartenere. A rappresentarlo una squadra di talenti figli di diversi generazioni  che vanno dall'esperto Shevchenko al giovanissimo Yarmolenko , ad altri ancora più giovani talenti che non vedono l'ora di mettersi in mostra di fronte agli osservatori europei. Ed ecco concretizzarsi un mezzo miracolo che porta l'Ucraina, tecnicamente la squadra forse più modesta di questo europeo, prendersi una prima bella rivincita sulla Svezia di Ibrahimovic.

    Tuttavia ci sono un po' di cose da dire sia sull'Ucraina che sulla Svezia: ma la prima le riguarda entrambe. Tanto brutta è stata Francia-Inghilterra quanto piacevole ed equilibrata è stata la sfida tra le due 'terze forze' del gruppo D.

    A questo aggiungiamo che l'Ucraina, reduce da un periodo davvero opaco fatto di amichevoli brutte e mal giocate, ha saputo esaltarsi in un clima straordinario e coinvolgente come quello offerto dall'Olimpiysky di Kiev. Il beneficiario non è stato solo Shevchenko, che è arrivato a segnare una bella doppietta dopo cinque partite senza gol, ma una squadra che ha dimostrato soprattutto una chiarissima impronta di gioco: difesa molto alta, due esterni di centrocampo aggressivi, un tattico raffinato e perfetto per tempi e inserimenti come Timoschuk e un giocatore che personalmente adoro, Yarmolenko, e che riesce quasi a farmi dimenticare che il delizioso e bizzarro talento di Milevsky per causa sua deve languire in panchina.

    La storia di Shevchenko è splendida: a otto anni dal suo pallone d'oro, a sei dal discusso trasferimento al Chelsea che lo rende ricco e annoiato protagonista di un calcio che non fa per lui, a due dal suo pensionamento ucraino, ma soprattutto a 36 anni, Sheva si scopre ancora decisivo. L'età e il mal di schiena che lo ha martoriato per tutta la stagione contrastano con il pedigree di un fuoriclasse vero che ha ancora cartucce e colpi da sparare. Al momento del 'sipario' Sheva ha espresso il talento del grande protagonista che non vuole uscire di scena, non senza stupire. Impressionante l'autorevolezza atletica dei suoi due gol.

    Anche la storia di Ibrahimovic è bella, forse anche perché il giocatore, con i suoi atteggiamenti sopra le righe, diventa facile bersaglio di critiche feroci quando fallisce gli appuntamenti: la Svezia ha giocato secondo me una buona partita, e quella di Ibra è stata eccellente. L'ho trovato concentrato e perfettamente inserito in un ruolo più arretrato e responsabile rispetto a quello che copre nel Milan. La Svezia non sarà un avversario comodo né per la Francia né soprattutto per l'Inghilterra la cui difesa mi è sembrata francamente molto al di sotto degli standard offensivi offerti sia da svedesi che ucraini. A Ibra secondo me serve Elmander più che Rosenberg, ma è un'opinione del tutto personale. Come personale è il mio apprezzamento per quella linea a tre composta da Ibra, Larsson e Toivonen alle spalle della punta centrale: a me piace molto.

    Centrocampo debole? Non sono d'accordo: Elm non ha giocato una gran partita, e forse le alternative scarseggiano. Ma questa Svezia mi dà l'impressione di poter segnare contro chiunque, in qualsiasi modo. Ed è per questo che credo che Francia e Inghilterra non avranno vita facile.

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