ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    Il Brasile alla caccia dell’oro stregato

    "Fatevi onore e rappresentate al meglio il Brasile soprattutto in quelle che sono le sue peculiarità".

    Queste le parole della presidentessa confederale brasiliana Dilma Rouseff al momento della partenza della delegazione sportiva brasiliana per Londra. Il che è stato tradotto dal presidente del comitato olimpico brasiliano Carlos Arthur Nuzman, in modo figurato ma facilmente comprensibile: "Ci ha chiesto di vincere l'oro in calcio, beach volley e pallavolo".

    Sembra il minimo sindacale per un paese che queste tre discipline le ha profondamente influenzate e che sono al momento anche gli sport più diffusi nel grande paese sudamericano. Ma quando si parla di Brasile non bisogna mai dare le cose per scontate: e così nel beach volley i numeri uno del mondo Emmanuel Rego e Alison Cerutti sono stati battuti in finale dai tedeschi Brink e Reckermann, così come Juliana e Larissa, la coppia numero uno del tabellone femminile, è stata eliminata in semifinale dalle americane Ross e Kass, poi d'argento.

    Nella pallavolo le ragazze hanno discusso e litigato tra loro alla incessante ricerca di un equilibrio instabile che tuttavia le ha portate alla finale che giocheranno contro gli Stati Uniti (oggi alle 19.30) mentre gli uomini, dopo aver strapazzato l'Italia, possono contribuire a un altro storico successo battendo in finale la Russia. Se le due squadre di pallavolo vincessero renderebbero il loro sport il più remunerativo di sempre per il loro paese, scavalcando la vela. Dunque ai due ori già conquistati se ne potrebbero aggiungere altri due provenienti dal volley: tre se aggiungiamo quello della boxe che vedrà questa sera alle 22.45 Esquiva Florentino Falcao affrontare il giapponese Ryota Murata nella boxe maschile 75kg. E siamo a cinque: non pochi. Anche perché il Brasile ha conquistato cinque ori in un Olimpiade solo ad Atene.

    Ma al paese verdeoro questo non basta, soprattutto non in vista di Rio 2016: quello che tutti vogliono è l'oro del calcio, l'oro maledetto, la medaglia stregata.

    Il Brasile non l'ha mai vinta: ci hanno provato tutti i più grandi giocatori di sempre Romario, Rivaldo, Roberto Carlos, Ronaldo, Ronaldinho. Non Pelé, che le Olimpiadi non le ha mai fatte.

    Stavolta tocca a Neymar (nella foto qui a destra con la sua zazzera nuova di zecca) cancellare anni di delusioni e di frustrazioni nella finalissima in programma a Wembley contro il Messico (ore 16.00). Il povero Mano Menezes, CT in discussione da quando è salito sulla panchina della Seleçao sa di giocarsi la riconferma in vista del Mondiale perché su di lui pesa ancora la sconfitta nell'ultima Copa America quando si era presentato con una squadra giovane e in allestimento. Stavolta non ci sono scuse: "Come se in passato ne avessimo avute - risponde a tono Menezes ai giornalisti - al Brasile si chiede sempre di vincere e di dare spettacolo, anche se si parla solo di un'amichevole. Siamo qui per vincere e cercheremo di fare di tutto per portare a casa questo trofeo, l'unico che non abbiamo mai potuto festeggiare".

    Il Brasile non gioca una finale olimpica dal 1988: in quell'occasione la squadra allestita nientemeno che intorno  a Romario e Bebeto perse 2-1 con l'Unione Sovietica. Fu la seconda sconfitta di fila dopo quella di Los Angeles: la quarta se si considerano anche le finali femminili, perché l'oro olimpico è stregato anche per le ragazze della Seleçao, e ben lo sanno Cristiane e Marta, eliminate anche quest'anno nella corsa al trofeo in quello che è stato il loro terzo tentativo.

    Il Brasile oltre ai fuoriclasse ha messo a disposizione la crema dei suoi tecnici per conquistare i trofei: il professor Mario Zagallo nel 1996, il profeta Vanderlei Luxemburgo nel 2000 e l'uomo della provvidenza Dunga nel 2008: hanno fallito tutti, nessuno escluso, indipendentemente dai campioni che avevano a disposizione.

    Il Messico è un'avversaria scomoda che il Brasile soffre particolarmente: perché i messicani giocano un calcio nervoso e veloce, spesso imprevedibile. Oggi sui giornali brasiliani ci sono vignette e caricature di giocatori in sombrero cui Neymar e compagni dicono... "stavolta non fate scherzi".

    Il Messico ha vinto sei delle ultime 12 partite contro il Brasile, subendo quattro sconfitte e chiudendo il bilancio con due pareggi: conti non brillantissimi per la Seleçao che, giustamente, si preoccupa.

    Anche l'ultimo match, un'amichevole di preparazione al torneo olimpico è andata al Messico: si giocava ad Arlington, in Texas, e finì 2-0 con gol di Giovani Dos Santos (oggi assente per infortunio) e rigore di Hernandez.

    Anche il resto delle statistiche non sorride al Brasile: nelle cinque occasioni che la Seleçao ha affrontato il Messico in una semifinale internazionale, ha perso quattro volte pareggiando solo nel Giochi Panamericani del 1975 (a Città del Messico): titolo diviso salomonicamente, niente rigori... Poi ha perso due finali di Copa de Ouro (1996 e 2003), una di Copa Confederale (1999) e un Mondiale Under 17 (2005).

    Il Brasile si fermerà per assistere alla finale, maxi-schermi in tutte le principale piazze delle più grandi città.

    Nel frattempo, vai di macumba...

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