Ho seguito con un certo divertimento quello che è accaduto tra Chelsea e Mancheser United intorno al cartellino di Hazard.
Antefatto: Alex Ferguson, nonostante i problemi economici che stanno rallentando le operazioni di mercato dello United, a febbraio aveva chiesto due innesti importanti alla proprietà del suo club. Un difensore centrale e un centrocampista offensivo: una mezzapunta (anche se ormai è un po' blasfemo definirlo così) in grado di giocare anche sui lati e di creare spazi per Rooney e interazione con gli attaccanti.
L'obiettivo dichiarato era il belga Eden Hazard e il Manchester aveva immediatamente iniziato le trattative con il Lille arrivando ad offrire 28 milioni di euro (e un contratto quadriennale da 2 milioni di euro premi esclusi al giocatore). I tifosi dello United avevano cominciato a fare la bocca al dolce in arrivo: al punto da farsi già stampare le maglie della stella belga. Poi, vinta la Champions League, Abramovic ha messo mano al portafoglio e ha offerto 37 milioni di euro al Lille e oltre tre milioni all'anno al giocatore, premi esclusi, battendo la concorrenza dello United.
I red devils ci sono rimasti male ma non sono rimasti immobili: hanno immediatamente messo mano al budget stanziato per Hazard per ottenere dal Borussia Dortmund il giapponese Shinji Kagawa. Affare fatto in due giorni: con un risparmio di parecchi soldi.
Lasciamo stare le dichiarazioni del Man Utd ("Kagawa è stato fin dall'inizio il nostro primo obiettivo…") che ricordano un po' la favola della volpe e dell'uva. Ma avendo seguito molto Kagawa sia quando giocava al Cerezo Osaka (Eurosport da anni trasmette la JLeague in esclusva) che al Borussia, posso dire che non sarei sorpreso se alla fine l'acquisto del giapponese si trasformasse in oro per il Manchester United.
Kagawa è reduce da due campionati strepitosi, è un giocatore straordinariamente divertente e fantasioso, forse anche più di Hazard, a volte un po' umorale e inconcludente e il suo valore è destinato ad aumentare considerevolmente. Perché il Giappone lo ha eletto a proprio ambasciatore, perché i nipponici andranno sicuramente al prossimo mondiale e il Belgio probabilmente no e perché ha una media realizzativa e di performance (assist, passaggi, corsa, incisività) di gran lunga superiore a quella di Hazard in un campionato come la Bundesliga, notevolmente più difficile di quello francese.
Kagawa ha il gusto della sensazione e del trasformismo: arriva a promettere una doppietta con lo Schalke, e a segnarla; si offre a Zaccheroni dicendo che "il suo spirito di sacrificio è in mano al CT", ma alla fine il tecnico del Giappone sacrifica il talentuoso Honda per dare spazio a lui. E poi non rinuncia mai al fascino del colpo a sensazione, grazie a un tocco di palla meraviglioso, a una grandissima velocità di esecuzione e nonostante un fisico non straordinario.
Kagawa è un lottatore nato che in Europa si è fatto smaliziato e ha messo su muscoli: ha imparato a fronteggiare i colossi delle difese tedesche e rispetto ad Hazard non ha certo goduto della stessa indulgente e buona stampa internazionale. Mentre il belga giochicchiava con i giornalisti francesi e inglesi facendosi inseguire, salutando il pubblico del Lille, annunciando il suo addio alla Ligue1, flirtando furbescamente con diverse squadre alla ricerca del maggior offerente e andandosene in vacanza, Kagawa se ne stava zitto e programmava venti giorni di lavoro extra per un bel potenziamento muscolare.
Entrambi ora sono di fronte a una sfida davvero interessante che li vede l'uno contro l'altro in due squadre che lotteranno in Inghilterra e in Europa per il massimo traguardo possibile.
Alla sfrontatezza un po' eccessiva di Hazard preferisco il temperamento workaholico di Kagawa. E il Manchester, fatti i conti, scopre che forse non gli è andata così male: le prime 8mila maglie ufficiali con numero e nome di Kagawa sono andate esaurite. Sono finite quasi tutte in Giappone dove ne hanno chieste altre 20mila. E dal Giappone sta per arrivare l'invasione dei tifosi nipponici che inseriranno nel loro viaggio europeo una tappa al Theatre of Dreams per vedere il loro samurai.
Vista la facilità con la quale Kagawa ha retto l'urto del trasferimento dalla JLeague alla Bundesliga non ho dubbi sul suo adattamento alla Premier League.
Sulla stessa capacità di Hazard, invece, ho qualche dubbio in più.
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