Un collega ieri al telefono mi ha rimproverato… "ma perché parli di campionato mediocre? Secondo me è stato uno dei migliori degli ultimi anni".
Forse sono stato frainteso… Capita a molti vedo.
Non ho parlato di campionato mediocre ma di un campionato che ha visto abbassarsi la soglia della vittoria: che è diverso. Cosa che, se ci fate caso è accaduta un po' ovunque in Europa punendo soprattutto le squadre che avevano una lunga serie di impegni europei.
In Germania il Bayern farà la finale di Champions, ma ha perso per la seconda volta di fila il Meisterschale dal Borussia Dortmund che all'Europa non ha mai creduto perché (parola di Klopp, allenatore secondo me straordinario) "in Europa togliersi qualche soddisfazione non vuol dire essere competitivi. Chi è che si diverte ad arrivare sesto o settimo?"
In Spagna il Barcellona ha vissuto la crisi di identità di Guardiola svelata solo ora ma messa in evidenza molto prima e addirittura anticipata alla società a ottobre: "Sono scarico, a fine anno lascio". Sarebbe stato bello lasciare con un atro TRIonfo ma il Real quest'anno in Spagna non ha sbagliato niente e ha approfittato di ogni passo inciampato dal Barça.
In Inghilterra: United e City non hanno certo impressionato in Chapions League ma si stanno dando battaglia in campionato evidenziando la straordinaria maturità di Mancini. Ne parlerò ancora: perché questa, credo, sia stata la più grossa scommessa persa dall'Inter. Ancora più grave di essersi fatto scappare Mourinho (che di restare non aveva più alcuna voglia).
L'Inter ha sbagliato nel non capire quanto talento poteva avere questo allenatore, e saperlo aspettare. Il City ha un sacco di soldi: verissimo. Ma avere tanti soldi non vuol dire saperli spendere e nemmeno essere competitivo. Il City ha anche una mezza dozzina di mezzi giocatori, alcuni talenti che non sono mai completamente esplosi e altri difficilissimi da gestire. Mancini ha preso il tutto e… ha creato una squadra. Certo, con i suoi up and down: due mesi fa sembrava finita. In Italia lo avrebbero linciato mediaticamente: lì hanno aspettato e ora… si godono i fuochi d'artificio finali.
E veniamo all'Italia e alle sue squadre europee: Roma… in crisi; Lazio, incostante; Milan, certo non fortunato ma anche vittima di una serie allucinante di infortuni e di un sovraccarico di energie fisiche e mentali schiacciante; Napoli, in grande difficoltà iniziale e protagonista di una Champions al di sopra delle aspettative che tuttavia è costata molti punti in campionato; Inter, protagonista di una serie di scelte sbagliate, se non fallimentari, che nonostante tutto l'hanno fatta arrivare in lotta per il terzo posto; Udinese in flessione, senza drammi e come da programma ma certo non in grado di lottare per il titolo. Mi manca qualcuno… il Palermo: beh, lasciamolo dov'è… 14esimo mi sembra.
L'unica squadra che ha saputo alzare il suo livello di gioco è stata la Juventus, l'unica che non ha mai perso, l'unica fisicamente quasi sempre in condizioni eccellenti o se non altro presentabili (cosa che già mi sembra un mezzo miracolo in Serie A, con le mine antiuomo sepolte su qualsiasi campo), vincendo 21 partite (il Milan ne ha vinte 22, mica tante di più) ma soprattutto gestendo al meglio gli obiettivi che aveva con quello che aveva.
Ipotesi: la Juventus avrebbe saputo ottenere gli stessi risultati giocando anche in Europa?
Tesi: non lo sapremo mai. Ipotizziamo questo: eliminazione al primo turno di Europa League con il Thun (giusto perché mi è venuto in mente il Palermo) giocando con ragazzini e riserve. Tifosi arrabbiati, stampa che rincorre le voci, giocatori costretti a giustificarsi. E il campionato parte con difficoltà e rimbrotti.
Oggi invece la Juve ha due obiettivi: uno quasi conquistato, lo Scudetto, l'altro da conquistare il 20 maggio, la finale di Coppa Italia. La vera sfida è ora… ed è questo il senso delle parole di Conte, il suo gettare la maschera cui facevo riferimento ieri… (qui). Il suo dire "ora molto dipende dalla società".
E' un po' come chiedere, senza pretendere: Conte dice "io ho ancora fame, e questi giocatori sono convinto che possano toglierci altre soddisfazioni. Occorrono rinforzi mirati, intelligenti e soprattutto non occorrono scadenze né obiettivi immediati".
Cose che noi in Italia fatichiamo a garantire a chiunque e un po' ovunque. Ma che la Juve, quest'anno, si è meritato sul serio. Ora tocca agli altri uscire dalla mediocrità nella quale si sono cacciati. Alla Juventus spetta il compito di onorare un'impresa al di sopra di qualsiasi aspettativa, soprattutto per la qualità del suo gioco e la sua ostinazione.
****
Pagina ufficiale di Stefano Benzi su Facebook
