Amici juventini non sottovalutate lo Shakhtar: è una bella squadra, ricca, costruita in investimenti massicci nel corso degli anni e che da tempo esprime un calcio arioso e piacevole, molto nervoso e ricco di verticalizzazioni improvvise.
Le talpe, così sono soprannominati i giocatori del Donetsk che nascono dalla tradizione di un club dopolavoristico di minatori e la cui proprietà è del magnate Rinat Akhmetov, interessi nel mondo di gas e idrocarburi ma anche in trasporti, costruzioni e infrastrutture (un patrimonio stimato di 16 miliardi di dollari), sono un brutto cliente. Il loro winning streak è impressionante: 25 partite in un campionato ucraino che, posso garantire, è molto più competitivo di quanto non pensi la gente comune per via della sua scarsa popolarità. Intanto perché in Ucraina i soldi ci sono e le squadre hanno comprato parecchio: in pochi anni a Donetsk, a giocare in uno stadio splendido come la Donbass Arena, sono arrivati talenti come Srna, Eduardo, Douglas Costa, Ilsinho.
Akhmetov ha affidato la squadra a Lucescu e la direzione tecnica del settore giovanile a Patrick Van Leeuwen, allenatore olandese che sta cercando di far crescere i giovanissimi pescando spesso all'estero con una fitta rete di scout. La squadra è una legione straniera con giocatori di grande qualità: Lucescu predilige velocità e affondo sulle fasce e imprevedibilità tra centrocampo offensivo e attacco. A Donetsk sono arrivati fenomeni del calcio giovanile brasiliano come Alex Teixeira (22 anni, stellina del Santos, comperato due anni fa), Alan Patrick (Santos) e Dentinho (Corinthians) anche se quello che preferisco è Willian, 24 anni. Creciuto nel Corinthians insieme a un gemellino, Jo, con il quale faceva numeri da circo. Ha l'estro e la velocità dell'ala e il talento di una mezza punta: è duttile, veloce, scattoso, imprevedibile e piacevolissimo con la palla al piede. Segna poco ma fa segnare tanto: anche se spesso regala gemme come quella vista in un pareggio contro lo Chernomorets, un gol con lo "skorpio backheel", il colpo di tacco dello scorpione. Bellissimo...
Cresciuto nel Santos è in Ucraina con un contratto da principe che scade a giugno: contratto che quasi certamente sarà arricchito e rinnovato. In Italia, tempo fa, interessava alla Roma dei Sensi, ma era già tempo di vacche magre e non se ne fece più niente.
Il cammino dello Shakhtar è stato entusiasmante: hanno vinto le ultime nove partite dello scorso campionato, ottavi, quarti, semifinale e finale di coppa nazionale portando a casa il double. Quest'anno hanno già vinto la Supercoppa Ucraina e le prime dieci partite di campionato: a conti fatti sono 25 vittorie consecutive. E poi lo Shakthar segna sempre: l'ultimo pareggio risale al 4 marzo scorso.
In Europa, nei grandi appuntamenti e lontano dal proprio campo fatica, peccando un po' di presunzione e un po' di immaturità. Ma sul talento non si discute. Lo Shakhtar ne ha e tanto. E la Juventus dovrà tenerne conto.
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