ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    L’Italia 2.0 parte con un 5.5 (un po’ generoso)

    Quello con la Bulgaria non era certo un esordio impossibile e l'Italia 2.0 di Prandelli interpreta la partita come un match amichevole di inizio stagione: la vera sorpresa non è tanto la squadra azzurra, che per dirla tutta delude, soprattutto sotto l'aspetto della mentalità e dell'applicazione, quanto quella bulgara.

    Bulgaria quadrata, concentrata, allestita con una mentalità combattiva ed efficace e con un paio di individualità non sconosciute ma nemmeno reclamizzatissime come quelle di Manolev, che nel ruolo di guastatore sul settore di destra ha più volte messo in imbarazzo il nostro reparto in fase di copertura. Stanislav Manolev, soprannominato "l'acido" per il suo gioco corrosivo, era stato acquistato nel 2009 dal PSV per 3 milioni di euro ma oggi, considerato uno dei migliori esterni europei, vale tre volte tanto.

    Come Popov, attaccante 24enne fisicatissimo e fanatico dell'allenamento in palestra che abituato alla ruvidità del campionato turco (era nel Gaziantepspor, adesso gioca in Russia nel Kuban di Krasnodar), ha reso la vita difficile alla nostra difesa sia a tre che a quattro. Ma, individualità a parte, la Bulgaria ci è stata nettamente superiore in termini di collettivo: una squadra in condizioni globalmente migliori delle nostre ma soprattutto più 'affamata'.

    I giocatori che avrebbero dovuto fare la differenza, e mi riferisco in particolare a Giovinco sul quale il peso delle aspettative della vigilia indubbiamente si sentiva, hanno deluso: come lui anche Destro, che nel finale ha avuto due occasioni importanti, ha sprecato una ottima opportunità. Ce ne saranno altre, il girone non è certo impossibile, e questo tutto sommato è forse proprio il nostro limite. Quello di una squadra che si sperava avesse perso l'abitudine ai calcolini e al gioco del minimo sforzo che ormai non basta più, mai e da nessuna parte, e che deve tornare a dimostrarsi quella che avevamo apprezzato per attitudine, mentalità e gioco.

    Ieri di queste tre caratteristiche non si è visto praticamente nulla. Osvaldo si e ci salva. Ma di altro da promuovere c'è davvero poco.

    Oggi daremo un'occhiata alle due avversarie più autorevoli, Danimarca e Repubblica Ceca che si affrontano al Parken di Copenhagen. La prima sfida importante, dopo Malta a Modena e Armenia a Yerevan, sarà proprio a Milano con la Danimarca il 16 ottobre e per allora gli azzurri squadra dovranno essere pronti. A farlo fisicamente ci dovranno pensare i club ma a trasferire la mentalità dell'Europeo ai nuovi arrivati, ieri imballati fisicamente e molto frastornati sotto l'aspetto emotivo, ci dovranno pensare Prandelli, Pirlo, De Rossi e Marchisio… tutti abbastanza impalpabili a Sofia.

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