Che non sarebbe stata una passeggiata si sapeva: e ironizzare sulla tradizione internazionale non brillantissima dello Sporting Braga o sul suo curioso stadio con le rocce al posto delle gradinate non rende il calcio italiano superiore.
Ieri ho sentito battute orrende in televisione sulla gradinata inesistente dell'Estadio Municipal (disegnato dall'architetto Eduardo Moura, uno che ha vinto qualche riconoscimento internazionale, una decina...): "forse gli mancavano i soldi per finirlo". Beata ignoranza.
Il Monte Castro è un simbolo della città e lo stadio, bellissimo, è considerato un'opera d'arte proprio perché è incastonato in quella che per anni era stata una cava e che ora è diventato un parco pubblico che ospita tra le altre cose anche lo stadio.
Ho l'impressione che anche il Braga sia stato sottovalutato: non da Guidolin, che era stato anche troppo chiaro nel definire rischi e valori di questa squadra, quanto dagli osservatori. Certo dall'Arsenal al Braga il salto è notevole: ma la squadra portoghese ieri ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere a Lisbona contro il Benfica, e all'Udinese la gara di ritorno peserà molto.
Non solo per un calendario che anziché favorire le squadre che dovrebbero rappresentarci in Europa, e hanno una sola occasione per farlo, le sfavorisce, ma anche perché al momento ha meno scelta dei guerreiros do minho e perché il Braga un gol in qualche modo riesce sempre a segnarlo.
Meraviglioso quello di Ismaily a concretizzare un pareggio sostanzialmente giusto per quello che si è visto sul campo. Anche se i friulani hanno sulla coscienza l'occasione fallita del KO immediatamente prima del pareggio braguista.
Al momento l'aspetto più preoccupante dell'Udinese non sono le recenti cessioni e nemmeno la rosa: sulla carta non ci dovrebbe essere nemmeno partita. Quanto piuttosto la resa atletica: la flessione negli ultimi 20-25 minuti è stata evidentissima e preoccupante.
Mi è piaciuto Willians, ho apprezzato la serenità di Brkic, l'inserimento di Maicosuel, che avevo avuto modo di apprezzare quando giovanissimo giocava da 'tappezziere' nel Paranà facendo di tutto, dal trequartista al laterale al fluidificante, sarebbe opportuna dall'inizio della partita da ritorno. Perché non mi è piaciuto per nulla Armero, davvero giù di tono e anche Pereyra mi è sembrato molto lontano dalla sua miglior condizione: onestamente nella gara di ritorno sarebbe da farci un pensiero. Servirà quantità.
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