Sono rimasto sorpreso anche io dalle immagini di Delio Rossi, uomo che conosco per i suoi giudizi miti, garbati, mai urlati e che ha sopportato di tutto a Palermo e altrove, che si scagliava contro Ljajic in panchina. L'applauso sarcastico del giocatore serbo l'ho visto quello che Ljajic ha detto invece lo sanno solo quelli che erano lì, nei pressi della panchina.
Su questo episodio, che ha dell'incredibile e, diciamolo subito chiaramente, dell'ingiustificabile, tuttavia vorrei provare a fare un paio di riflessioni che vorrebbero sfuggire ai soliti moralismi di facciata.
Anche perché vedete… non sarei credibile: gli amici genovesi che mi conoscono bene, che sanno in che cosa credo e in cosa non credo, leggendo una facile morale tra le mie righe mi direbbero "contamusse"… che in vernacolo zeneixe significa 'bugiardello'.
A me scappano i cavalli di rado: ma quando mi scappano riesco sistematicamente a mettermi dalla parte del torto. Sono davvero l'ultimo che può permettersi di dire, dall'alto (mah!) della mia evidenza virtuale "no, no, no…. Queste cose non si fanno!"
A me è capitato di fare di peggio.
Credo che quella che Delio Rossi ha dato di sé non sia una buona immagine, e se lo conosco sono convinto che oggi il primo che ci sta male sia lui. Penso che la Fiorentina avrebbe fatto meglio a dare l'occasione all'allenatore di dimettersi da solo: senza esonerarlo in modo tanto evidente e clamoroso in diretta tv perché la società del cartellino viola e del fair play queste cose non le tollera.
Se dovessimo misurare la cultura della tolleranza e della sportività che oggi popola i nostri stadi con lo stesso peso con il quale oggi si misurano gli scapaccioni di Rossi a un ragazzino insolente che lo ha preso in giro , le curve e le tribune dovrebbero essere deserte. Non ci dovrebbero stare nemmeno steward, baristi e dirigenti di club.
Forse è per questo che i riultati che leggo oggi sui sondaggi delle principali testate on-line vedono la folla virtuale dare torto a Rossi, ma mica di tanto. Quindi...
Rossi ha sicuramente sbagliato, ma le morali sono troppo facili; il tecnico avrebbe fatto meglio a riservare quegli scapaccioni al suo giocatore tra primo e secondo tempo al riparo degli spogliatoi, o magari a lasciare che fossero gli anziani del suo gruppo di giocatori a spiegare al ragazzino che certi atteggiamenti si possono anche risparmiare a un uomo che tutto sommato fino a questo momento ha difeso una squadra, a tratti indifendibile, e per colpe non sue.
Negli spogliatoi ho visto e sentito di straforo cose che voi umani non potete nemmeno immaginare: zoccolate, bottiglie e borracce volanti, insulti che coinvolgevano mamme di facili costumi e nonni di dubbia provenienza.
Detto questo… che i moralisti avanzino e montino la loro forca sulla pubblica piazza: pure io metto la testa sul ceppo…
Mihajlovic voleva prendere tutti i suoi giocatori a calci nel culo. Rossi più pragmaticamente ha girato due sberle a un ragazzino che potrebbe essere suo figlio e che lo aveva insultato. Però certe cose si dicono ma non si fanno, mentre altre si fanno ma non si dicono.
Solo che quando ti sale la carogna sulle spalle (Luca Bizzarri ©) diventa un po' casino calmarla e dirle "guarda che siamo in diretta tv e ci guardano tutti…".
La carogna ha i suoi tempi, quasi sempre in anticipo, e le sue misure: quasi sempre eccessive.
Quindi Rossi ha subito l'esonero anziché dimettersi; ed e stato pesantemente squalificato perché ha dato un pessimo esempio di sé e del suo ruolo. Tutto giusto, tutto legittimo, tutto comprensibile, tutto moralmente ineccepibile.
In un calcio che di legittimo, comprensibile e ineccepibile ha sempre meno: e che se ha portato uno come Delio Rossi a un punto del genere qualche domanda se la dovrà pur fare.
La cosa mi suona giusta, comprensibile, legittima e moralmente ineccepibile: ma anche un filino ipocrita.
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