ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    Ma che bella questa Viola!

    Era da alcune settimane che non seguivo la Fiorentina, che per altro mi aveva già destato un'ottima impressione: tuttavia la partita contro il Genoa ha definitivamente svelato le qualità della squadra e del progetto di Montella, un allenatore che sta dimostrando sempre di più di essere stato scaricato troppo precocemente dalla Roma.

    A fare la differenza non i soliti noti, Ljajic e Jovetic; ma un centrocampo mostruoso ed equilibratissimo nel quale spiccano per tempi e dedizione Pizarro e Borja Valero e gli esterni, in particolare Cuadrado, davvero devastante sulle ripartenze.

    La vittoria di misura di Marassi, la prima dopo trent'anni senza successi a Genova, dice poco rispetto a quello che ha mostrato il campo, che ha visto il Genoa in grande affanno nell'arginare le ripartenze della viola e quasi mai in grado di impensierire la difesa avversaria. Un gol meraviglioso, con lancio di Rodriguez e taglio alto di Pasqual che ha trovato la guardia alta del Genoa sfilacciata e impreparata. Un errore fatale, che ha consentito all'esterno un delizioso pallonetto.

    Ma il Genoa di errori ne ha commessi altri, più dietro che davanti, concedendo spazio e campo alla Fiorentina che dal canto suo ha gestito in modo ammirevole il possesso palla rallentando quando necessario per sfogarsi in improvvise folate offensive davvero devastanti.

    Bella squadra, bel gioco, grande capacità di lettura dei momenti tattici della partita anche da parte di Montella che ha inserito i suoi cambi in modo scientifico senza sbagliare praticamente nulla.

    La Fiorentina, quarta in campionato dopo sei risultati utili consecutivi, si scopre squadra in grado di correre per grandi obiettivi: è giusto sottolinearlo, perché forse questo fattore non era tra i preventivi del torneo. Il Genoa ha parecchio lavoro da fare, e con una certa urgenza: Del Neri si ritrova con una squadra che non vince dal 23 settembre (a Roma contro la Lazio) con parecchie assenze e alcune evidenti pecche di organico: un vuoto sulla corsia di destra e la mancanza di un vero organizzatore di gioco nonostante la contemporanea presenza di Merkel, Kucka e Bertolacci dovrebbe far pensare il contrario.

    E invece, buona volontà a parte, il Genoa ha inciso pochissimo: la terza sconfitta consecutiva (la seconda sotto Delneri) apre una crisi che è acuita dalla pochezza di risultati a Marassi (una sola vittoria contro il Cagliari all'inizio del torneo) e da un gioco offensivo a tratti impalpabile. Sottolineo che forse l'allenatore non c'entrava… e che il sacrificio di De Canio è stato superfluo, ma il tempo lo stabilirà.

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