ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    Moviola? La solita fuffa buona per la zuffa

    Se si parte dalla presunzione di colpevolezza o peggio ancora di indulgenza degli arbitri, possiamo anche smettere di giocare. È la mia posizione da sempre e non credo cambierò idea: ho sempre pensato che gli arbitri sbaglino, magari molto, ma che lo facciano in buona fede, un po' con tutti. A ciclo capiterà sempre, di più con alcuni e di meno con altri: sono arbitro anche io, anche se ormai da tanti anni solo a  livello amatoriale. E posso capirli...

    Si sbaglia atteggiamento puntando sul dialogo per ritrovarsi costretti a difendersi, a volte si sbaglia una decisione e si va in affanno, altre ti rendi conto di aver sbagliato e, magari senza volere, ti trovi a compensare. Altre ancora sbagli una posizione, finisci in una posizione infelice sapendo che qualcosa è successo ma non sai che cosa sia successo. Vale per un qualsiasi arbitro amatoriale sui campi di provincia o di periferia, che si trova da solo con 14 giocatori che nonostante i ritmi lenti giocano in modo feroce, figuriamoci se non succede in Serie A.

    Gli arbitri di linea non bastano, i guardalinee neppure: ma la moviola, per favore no... L'idea della moviola è raccapricciante per il livello di discussione e di litigiosità del calcio e del nostro calcio in modo particolare, ben rappresentata dai fatti di Catania.

    È stata di sicuro una domenica infelice per molte decisioni, la peggiore per prepararci a un turno infrasettimanale difficile e alla sfida tra Inter e Juventus: si è detto tanto e urlato troppo. Si è parlato a sproposito tirando in ballo questioni fastidiose che vanno dal personale al pubblico. Assurdo parlare di gara da rigiocare, preoccupante cercare a tutti i costi la logica del complotto per razzolare tra profili personali di Facebook di arbitri e guardalinee.

    Quanto al tirare in ballo la moviola... non scherziamo. Provate a immaginare che cosa diventerebbe una partita di calcio oggi in Italia: il percorso iniziato molto tempo fa, e con ben più alto background culturale da altri sport, non è nemmeno ipotizzabile per il calcio. Soprattutto per quello italiano.

    Gli errori dell'arbitro, se giustamente vengono considerati un semplice danno collaterale, accetabile e tollerabile quanto le regole del gioco, dovrebbero essere accettati. Così come la malafede non dovrebbe essere presa in considerazione in partenza... se no, giocare, che senso ha? Ma da quando esistono le regole, e di conseguenza i giudici, pensare male è insito nel DNA umano di chi gioca. Pensare male è gratis... la tolleranza un'opzione quasi sempre scomoda.

    Tecnologia di porta? Può essere, è la cosa più semplice e immediata da applicare; condotta violenta? C'è già la prova televisiva che dovrebbe essere usata di più e meglio. Ma l'instant replay è semplicemente impraticabile, alimento fuffa per la zuffa televisiva.

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