ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    Nomi e cognomi nel titolo della Juventus

    Prima di passare oltre e di dedicarmi ad altri argomenti, lasciatemi chiudere il cerchio che ho aperto qualche giorno fa, giusto per non lasciare le cose interrotte. Del Milan, e del perché ha perso, ho detto; come della Juve, e del perché ha vinto. Più fame, un gioco migliore, una determinazione assolutamente superiore, un tecnico che ha saputo comunicare tutto questo ai suoi giocatori e giocatori che hanno saputo recepire e trasformare il messaggio in risultati concreti.

    Tuttavia, a parte le cose più evidenti e i meriti più clamorosi già ampiamente sottolineati, credo che il titolo bianconero abbia anche dei nomi e cognomi ben precisi oltre a quello di Antonio Conte che, senza alcun dubbio, ha avuto i meriti maggiori in questa incredibile rincorsa.

    Gigi Buffon, l'uomo che nel momento buio di calciopoli poteva lasciare la Juve senza alcun mal di pancia facendo gli interessi della società, ma soprattutto i propri, ha avuto il grande merito di sapere aspettare pazientemente la rivincita; passando per retrocessioni, promozioni, polemiche e voci di mercato, via vai di allenatori, infortuni drammatici e recuperi impressionanti, restando sempre se stesso e dimostrando di avere veramente a cuore la maglia e quello che gli inglesi amano chiamare, nel linguaggio aziendale, "the bigger picture".

    Il progetto… Oggi si abusa di questa parola nel calcio: la Juventus non ha avuto sempre chiaro come concretizzare il proprio. Buffon sì. Il club e il giocatore arrivano alla concretizzazione di questo grande risultato insieme, ma attraverso percorsi profondamente diversi: quello di Buffon l'ho sempre davvero apprezzato e fatto mio. Quello del club un po' meno.

    Stesso discorso per Alessandro Del Piero. Non so se quello che si sta profilando per lui sia il contentino da offrire a un giocatore che come nessun'altro (insieme al solo Francesco Totti) ha saputo lasciare un'impronta nella storia del suo club o l'omaggio doveroso a un fuoriclasse assoluto che ha saputo trasfigurarsi nelle disgrazie della società e rinascere da ceneri che a volte sembravano sul punto di spegnersi.

    Trovo che quella di Del Piero, proprio come quella di Buffon, sia una splendida storia, forse d'amore: con i suoi alti e bassi,  le sue crisi e rinascite e che magari finisce senza la necessità di dover trovare a tutti i costi un colpevole. Ma se proprio bisogna trovare una nota stonata nello scudetto juventino è questo addio un po' forzato, che gli si poteva risparmiare.

    In un calcio che non sa che più cosa sono le bandiere e la gratitudine credo che la storia di Del Piero meritasse di essere una bella eccezione.

    Andrea Pirlo rappresenta invece la concessione un po' ottusa della concorrenza che, con la scusa del rinnovamento (come se quelli che lasceranno adesso il Milan non potessero farlo già lo scorso anno come lui) ha perso per strada qualche petardo inesploso.

    Sicuramente il giocatore in rossonero ha espresso molto, ma forse non tutto; così come l'alchimia tecnica tra lui e Allegri non si è mai concretizzata completamente. Ma concedere un beneficio del genere a un'avversaria senza riconoscere né l'uno (il valore del giocatore) né l'altra (la capacità della Juve di essere una seria avversaria) è stato da parte del Milan un errore di valutazione cieco e insensato. Una concessione reiterata anche da altri per la verità (vedi Vucinic e Borriello) della quale la Juve ha saputo fare tesoro. D'altronde, come si dice, a caval donato…

    E poi oltre a quello di Chiellini, che credo un po' come quelli di Buffon e di Conte debba essere sottolineato per meriti speciali e continuati, mi piace sottolineare due nomi che non sono passati sotto silenzio ma rischiano di restare meno evidenziati: Vidal e Marchisio. Decisivo l'inserimento del primo, determinante l'adeguamento del secondo. In entrambi i casi ci sono i meriti tattici e didattici di Conte, inequivocabili, ma soprattutto quelli dei due giocatori che sono riusciti ad andare al di là delle proprie caratteristiche per inserirsi in un meccanismo che li ha visti decisivi per quasi tutta la stagione.

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    Twitter: @stefano_benzi

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