ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    Questo Portogallo non è poca cosa

    Il successo del Portogallo contro la Repubblica Ceca,  che laurea la squadra lusitana prima semifinalista di Euro 2012, porta ancora una volta la firma di Cristiano Ronaldo.

    I tifosi avevano rimbrottato dopo la partita contro la Grecia ed erano addirittura arrivati a metterlo in discussione dopo gli errori visti contro la Danimarca. Qualche giornale on-line aveva proposto sondaggi con i quali si chiedeva al pubblico se non fosse opportuno sostituirlo con Varela.

    Tre partite in crescendo quelle di Ronaldo, con un inizio forse un po' troppo lento: per altro condiviso dal resto della squadra che sembra condividere anche gli umori e i momenti del suo leader naturale.

    Contro la Repubblica Ceca si è vista la stessa situazione dei primi tre turni di accesso ai quarti di finale, sintetizzata in soli 90': Ronaldo ha impiegato del tempo per trovare la giusta pressione, per esprimersi al meglio. Venti minuti di riscaldamento lento, poi un'accelerazione, poi di nuovo una pausa. Il tutto cambiando lato e impostazione se necessario: perché non è che a Ronaldo puoi dire di fare l'esterno sinistro. E basta.

    Contro una difesa chiusa e su un lato dove si ritrovava il temibile Gebreselassie, Ronaldo ha, come amano dire gli amici che seguono il tennis, alzato il suo livello di gioco a partita in corso: ma soprattutto ha cercato di trovare il lato debole della Repubblica Ceca, partendo a sinistra per insistere ora a destra, ora da play alto, ora da finalizzatore. Non appena Ronaldo si è preso sulle spalle la squadra, il Portogallo ha risposto: Ronaldo si è arrabbiato con i compagni, divertenti le sue smorfie quando vedeva qualcosa che non gli piaceva; ma anche con se stesso e con la sorte dopo l'ennesimo palo.

    CR7 arriva a questo Europeo in una condizione fisica devastante: con questa partita, ancora più che con la vittoria sull'Olanda, squadra apparsa in disarmo e sfiduciata, aumenta anche la sua condizione mentale. Aspettando la prossima avversaria Ronaldo ci lascia la cartolina di un gol che è espressione di astuzia, potenza e grande talento.

    Credo siano passati sotto silenzio un paio di dati che vale la pena sottolineare: il gol contro l'Olanda che ha rotto il digiuno di questo Europeo lo rende il primo giocatore portoghese in grado di segnare in cinque diverse competizioni internazionali (meglio di Eusebio); il colpo di testa contro i ceki lo porta a quota sei nella classifica dei marcatori assoluti del campionato continentale. Meglio di lui hanno fatto solo Alan Shearer, sette gol, e Michel Platini, nove.

    Quanto al resto della squadra… il Portogallo non è quello che ci viene presentato: non è la brutta copia della Spagna, possesso palla a ritmo medio-alto, e nemmeno la brutta copia del Brasile, possesso palla a ritmo medio-basso con improvvisi sprazzi di individualità. L'impostazione che Bento sta finalmente concretizzando in questi giorni, e che è figlia delle tante difficoltà dalle quali è nata (non dimentichiamo che l'avvio della campagna di qualificazione dei portoghesi, pareggio in casa con Cipro e sconfitta in Norvegia quando in panchina c'era ancora Queiroz, era stata un disastro), vive soprattutto di improvvisi cambi di ritmo. Ronaldo e Nani, per definizione e DNA sono perfetti in questo senso ma anche Moutinho, Raul Meireles e Miguel Veloso riescono spesso a dare quella verticalità del quale il Portogallo ha disperato bisogno. E' vero, siamo molto lontani dalla classe di Rui Costa o di Figo, niente a che vedere; così come davanti manca un vero attaccante di razza che né Hélder Postiga né Hugo Almeida riescono a rappresentare adeguatamente. Anche qui si rimpiange il passato pensando a Pauleta, Nuno Gomes, persino a Simão Sabrosa. Ma forse proprio da queste mancanze congenite il Portogallo ha trovato un'impostazione più camaleontica e meno rigida che consente di sbarcare il lunario e portare la squadra al di là dei suoi stessi limiti.

    Che oggi valgono una semifinale: al termine di un girone di qualificazione sofferto e impegnativo, di un primo turno durissimo e di una semifinale contro una squadra tosta, bene organizzata e fisicamente in condizioni eccellenti.

    Non è poca cosa…

    Twitter: @stefano_benzi

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