ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    Sì, queste talpe fanno davvero paura

    Suona sempre un po' strano, e anche un po' ipocrita (per lo meno da parte di una persona come me) dire... "io lo avevo detto".

    Ma ieri, motivato da una chiacchierata con un tifoso juventino che in mattinata mi aveva detto "e adesso a questi ucraini ne facciamo altri quattro", ucraini che tuttavia non conosceva nel modo più assoluto, mi sono detto... forse è il caso di spiegare ai tifosi juventini che non la conoscono che razza di squadra è lo Shakhtar.

    Non credo che la Juve abbia preso sottogamba la seconda sfida di Champions League: credo tuttavia che i bianconeri abbiano vissuto un'altra serata storta, come quella di Firenze, giocando considerevolmente sotto ritmo, un po' in balia delle iniziative degli avversari; bravissimi, come si è visto ampiamente, a gestire quel lavoro di ripartenza e di allargamento del gioco che per Lucescu è un marchio di fabbrica e per alcuni giocatori brasiliani delle 'talpe' è esattamente quello per cui sono nati e sono stati acquistati.

    Willian acquistato a 10 milioni di dollari due anni fa, è un giocatore davvero straordinario, e ringrazio i messaggi di chi leggendo il pezzo di ieri mi ha fatto notare di averlo descritto in modo opportuno e a bocce ferme.

    Era una partita da vincere: non per quanto si è visto sul campo ma perché in questo girone non ci si possono permettere troppi passi falsi. E quello con lo Shakhtar di sicuro lo è stato. E' una squadra organizzata, piacevole, efficacissima, che sarà ancora più difficile da affrontare sul proprio campo dove giocano con estrema personalità e con grandissima autorevolezza.

    Lo Shakhtar non è solo Willian: vedete, gli ucraini hanno un'altra qualità... tra le tante individualità che hanno a disposizione i giocatori sanno annusare l'uomo del giorno. Ieri è stato Willian: ma in passato ho visto fare la differenza a Ilsinho, Fernandinho, Teixeira (giocatore strepitoso secondo me) o Eduardo. E' una squadra leggera, imprevedibile, rognosa e versatile: proprio quel tipo di squadra che la Juventus soffre. Di qui il mio post di ieri. Che porta a un'altra riflessione: il Brasile sforna davvero tanti, tantissimi talenti interessanti ogni anno. Il problema in questo momento è prenderli vincendo una concorrenza interna, il Brasile non ha certo i problemi economici di qualche anno fa e cerca di proteggere e trattenere sempre di più i suoi migliori talenti, ma anche esterna. Che spesso arriva da squadre imprevedibili, ucraine e russe su tutte: lo Zenit sotto questo aspetto ha fatto scuola portandosi a casa una stella fulgida come il portoghese Danny, uno dei trequartisti più forti del mondo, 29 anni, ormai dal 2005 in Russia.

    Io sono convinto che le squadre italiane possano entrare in competizione per giocatori come quelli espressi ieri dallo Shakhtar: è che a volte bisognerebbe evitare i sogni (Neymar, Ganso, o Lucas... se ne parla da anni ma in Italia non verranno mai) e inseguire le concretezze. Dieci milioni di dollari per un giocatore come Willian, o otto per Alex Teixeira erano un investimento sostenibile e di prospettiva. Ma inseguire sempre i nomi che fanno volume e illudono il pubblico non porta da nessuna parte. Se poi in panchina hai uno come Lucescu che a questi nomi sa anche dare spazio, ruolo e potenzialità, puoi diventare davvero una squadra competitiva: anche se alcuni anni fa lo Shakhtar non compariva nemmeno nel database alla voce 'squadre competitive'. E' qualcosa di cui cominciare a tenere conto seriamente. La competizione dal basso sale: e a mette un po' di ansia.

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