ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    Serie A: “Lamento, ergo sum”

    Ho aperto e richiuso questo pezzo almeno quattro/cinque volte; un paio dopo il pareggio del Milan a Catania, un'altra dopo le gare della domenica pomeriggio e poi ieri sera, dopo la netta vittoria della Juventus sul Napoli. Ogni volta mi veniva da cambiare l'attacco, passare a qualche considerazione d'approfondimento fino a quando... mi sono stancato. Troppe voci, troppe storture. Ha vinto la banalità.

    Con il tempo, l'età e quella sorta di slalom tra difficoltà, impicci e problemi che viene definita esperienza, ho imparato che guardare ai difetti delle cose che osservi da vicino non ti rende migliore, e nemmeno infallibile: ho imparato ad amare le cose che seguo anche per i loro difetti. Io per primo, sono pieno di difetti e mi voglio persino un po' di bene.

    Dunque, anche in questo momento di arresti, indagini, confusione, voci e rincorse al chissacosa e al chissaquando, mi fermo a guardare alla classifica e osservo che tutto sommato le otto giornate che ci attendono non sono male. Zittisco le voci e allontano gli spettri. Guardo ai fatti.

    Lo so... I rigori, i fuorigioco, i gol fantasma, il retropensiero, questo ha detto questo e l'altro ha fatto quell'altra cosa... che palle. A volte il nostro campionato andrebbe gestito dalle direttrici didattiche dell'asilo Mariuccia.

    Ma dovremmo esserci abituati, no? Il gol di Muntari era clamorosamente dentro; quello di Robinho (secondo me) era fuori. In tutto questo c'è chi si lamenta a ragione, chi si lamenta a torto e chi si lamenta e basta.

    D'altronde in Serie A è così: "Lamento, ergo sum".

    Faccio finta di guardare all'insieme delle cose per dire che la volata per lo scudetto è bella e incerta con un Milan che dovrà soffrire e una Juventus che sta andando al di là di qualsiasi aspettativa: sicuramente delle mie. La volata per il terzo posto è altrettanto avvincente e per la salvezza non starei a fare conti affrettati. Il tutto è molto banale se si guarda all'apparenza, a ciò che risalta di più. Se poi bisogna per forza ascoltare il lamentario colletivo... beh. Dovrei riempire pagine di vuoto pneumatico. Non ne ho voglia.

    Le polemiche sono e restano il sale di un calcio italiano che onestamente comincia a essere anche un po' nauseabondo, perché i cuochi esagerano con i sapori forti: a volte ci piacerebbe che fosse solo un campionato di calcio. Non il paradiso degli scommettitori occulti, non la palude dei lamentosi e nemmeno il labirinto delle voci di campanile: solo un campionato di calcio. Al momento persino discreto per le sfide che offre sia in testa che in coda.

    Che illusi...