ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    La stagione è nuova, la nausea è vecchia

    Ultimo giorno di Olimpiadi... sedici giorni estenuanti lavorando dalle sei del mattino all'una del mattino dopo in modo spesso improvvisato tra scalette che cambiano senza avvertire, notizie belle e brutte che si accavallano e che ti costringono a giocare con un po' di equilibrismo e un po' di buon senso.

    Non cambierei né rinuncerei a un singolo istante di tutto quello che sono riuscito a vedere e raccontare in queste due settimane: anche perché nel frattempo ho avuto modo di non pensare a tutto il resto. Calciopoli, inchieste, liti, discussioni, le indagini sul calcioscommesse, l'elenco infinito e in perenne aggiornamento delle squadre che scompaiono per debiti dal calcio professionistico.

    Non pensarci non vuol dire dimenticare: le Olimpiadi per un appassionato di sport vero sono come il pranzo di Natale offerto dalle dame della carità agli homeless. Affetto e un pasto caldo: prima di tornare nella solita topaia. Tant'è che ieri, e non mi vergogno di certo a sottolinearlo, nemmeno mi ricordavo che si disputava l'imperdibile sfida tra Juventus e Napoli per la Supercoppa Italiana che giustamente si è svolta a Pechino, provincia di Roma.

    Capitemi... Sono stato in diretta circa 14 ore, ho fatto un po' di fatica a tenermi aggiornato sugli eventi davvero importanti: ho letto qualcosa, ho ascoltato le impressioni di chi in redazione ha seguito l'evento e non mi sono stupito più di tanto quando mi è stato detto che tanto per cambiare è finita in lite, tra recriminazioni, silenzi stampa e diserzione in massa della premiazione da parte del Napoli sconfitto dalla Juve per 4-2. Il tutto in un curioso contesto offerto da folti gruppi di tifosi cinesi che in ottimo italiano scandivano i seguenti coretti: "Noi non siamo napoletani", da una parte; "Solo rubare, sapete solo rubare" dall'altra. Questi sì che sono messaggi da esportare in Cina!

    Non entro nel merito, non so che cosa sia successo: ma sicuramente, cari tifosi del calcio, qui sotto avrete modo di insultarvi ribadendo le vostre illuminanti posizioni. D'altronde sono spazi liberi, a disposizione, un po' come porte e muri dei gabinetti degli autogrill: ci si può scrivere quello che si vuole. Forza lasciatevi andare, un po' di fantasia. D'altronde i buoni esempi nel calcio di casa nostra non mancano.

    Io purtroppo ho a che fare con casi spinosi molto più gravi: pare che ieri le ragazze del Montenegro che hanno perso la finale di pallamano dalla Norvegia per 26-23, si siano rifiutate di giocare gli ultimi trenta secondi della loro partita dando vita a un gesto clamorosamente trasgressivo. Hanno festeggiato l'argento applaudendo le avversarie che avevano vinto e invitando il pubblico a fare altrettanto.

    Per non parlare dell'atleta di Gabon Anthony Obame che dopo essere stato in ampio vantaggio e raggiunto dal nostro Molfetta per giocarsi tutto in un sudden death point senza alcun esito, e prima ancora che i giudici assegnassero all'azzurro la vittoria, aveva alzato la mano dell'avversario come dire "ha meritato lui..."

    Cose mai viste: dove andremo a finire di questo passo...?

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