ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    Una cerimonia rock and roll: cosa mi è piaciuto

    Ho davvero molto apprezzato la cerimonia inaugurale di Londra, completamente lontana da quella ampollosa di Atene (che mi ricordava la frase del padre della sposa ne "Il mio grosso grasso matrimonio greco", 'quando i tuoi antenati - diceva riferendosi al fidanzato di lei - si dondolavano sugli alberi i miei scrivevano di filosofia') e quella magniloquente e autoreferenziale di Pechino (della serie "abbiamo inventato tutto noi e prima di voi, e se anche lo aveste inventato voi, noi lo abbiamo copiato e ci è venuto meglio").

    Tema conduttore, dall'inizio alla fine, la musica: per uno come me che ha iniziato a lavorare in radio a 15 anni e non ha mai smesso di sentire musica e andare ai concerti, la cerimonia di Londra è stata la manifestazione ideale. Sdoganata persino la versione dei Sex Pistols di "God Save the Queen" nel video iniziale con incipit di New Order, The Clash, The Who, Rolling Stone e tanto altro ben di Dio non completamente asservito agli Windsor e alla corona di sua maestà.

    Mike Oldfield che ha segnato trent'anni di musica rivoluzionando profondamente l'industria discografica è stata una scelta perfetta: come perfetta è stata la scelta di ricordare l'enorme contributo della narrativa inglese alla nostra civiltà.

    Forse con qualche mancanza che magari è sfuggita a me (Police, Genesis, Peter Gabriel, Led Zeppelin, Oasis) e appena un frammento concesso ai Rolling Stones. Ma quando sulla scena sono comparsi giganteschi punk in giacca nera borchiata e cresta che saltavano sulle note di "Pretty Vacant" non ho resistito. E mi sono unito al coro roco di "....and we don't care!". Purtroppo avevo il microfono aperto.

    Ops! Degenerazione ereditata dalla radio: alcuni ci hanno riso sopra, altri si sono arrabbiati.

    Io invece ho riso, e molto, alla gag di Rowan Atkinson che fa il verso a "Momenti di Gloria" e alla London Symphonic Orchestra, così come alla presenza di James Bond (Daniel Craig) che scorta in elicottero e paracadute la Regina Elisabetta fino all'Olympic Park o al supereroe Mary Poppins che salva i bambini dell'ospedale pediatrico di Londra dai mostri cattivi partoriti dai sogni e creati dalla penna di Gerard Scarfe ideatore del teacher di "The Wall". L'Inghilterra si conferma patria di tante cose buone: rivoluzioni incisive e a volte drammatiche, come quella industriale che tuttavia ha fatto nascere il movimento dei diritti sindacali, altre risolute ed educate come quella delle suffragette che hanno dato il voto alle donne, ricordata nella prima edizione che finalmente vede tutti i paesi in gara rappresentati anche dalle donne: ci voleva tanto amici islamici? Rivoluzioni culturali: da quella della minigonna a quella della comunicazione globale e della musica che in quarant'anni ci ha offerto qualsiasi cosa per farci divertire, ballare, pensare o non pensare affatto.

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