E ora può diventare quella stella mediatica che per la Gran Bretagna, per la verità, è già da un pezzo: ma riuscirà a stare lontano da bicicletta e fatiche?
Un altro dei simboli di questa Olimpiade è sicuramente Victoria Pendleton, meravigliosa atleta del ciclismo su pista che ha due straordinarie qualità: sulla pista è un cannibale che non guarda in faccia a nessuno e fuori dalla pista è di una bellezza da mozzare il fiato.
Difficile dire se sia più affascinante sulla bici, senza trucco e con i capelli sudati e legati dietro la nuca, o in vestito da sera, truccata come una star del cinema che per altro la sta corteggiando da tempo.
Victoria non ha scelto uno sport particolarmente femminile ma non ha mai voluto rinunciare alla sua femminilità. Al punto che i giornali inglesi da anni l'hanno eletto simbolo della donna britannica di successo. Un successo che, dopo queste Olimpiadi, è stato ulteriormente amplificato dalle sue medaglie d'oro (keirin) e d'argento (conquistata nella sprint femminile individuale alle spalle dell'eterna rivale Anna Meares).
Ora a 31 anni Victoria può smettere: "E' il momento giusto perché più di questo non posso fare" dice l'atleta in lacrime, non si sa se per l'argento che chiude la sua carriera, invece che l'oro finito al collo della rivale, o perché realizza che questa è stata la sua ultima gara.
La Pendleton ha vinto tre medaglie olimpiche (due delle quali d'oro), nove titoli mondiali più altri 11 piazzamenti sul podio iridato e 26 titoli nazionali. Ma cosa più importante ha portato la bicicletta a una popolarità assoluta e con l'aiuto di Hoy, Wiggins e Cavendish ha contribuito a riavvicinare un intero paese alle due ruote: "Non abbiamo mai venduto così tante biciclette come in questi ultimi quattro anni - dice il presidente della federazione ciclistica britannica Brian Cookson - e non abbiamo mai visto così tante donne in bici neppure ai tempi di 'Bicycle Race'..."
Cookson si riferisce alla canzone dei Queen pubblicata nel 1978 il cui video ritraeva 65 splendide modelle completamente nude che attraversavano la zona dello stadio di Wimbledon sulla loro bici. Alcune nudità furono censurate e il video andò pochissimo in onda in un'Inghilterra ancora molto bacchettona che sarebbe stata di lì a poco travolta dal punk. Ma quel video così trasgressivo fece epoca: la bici diventò una forma di rivendicazione al femminile. Era il periodo degli streakers, uomini e donne che invadevano luoghi pubblici completamente nudi. Altra moda assolutamente inglese, nata addirittura ai primi dell'800 e poi clonata più recentemente grazie alla popolarità offerta dalle telecamere.
Victoria prese a prestito l'idea, alcuni anni fa, quando un amico le fece notare che il suo era uno splendido personaggio sportivo, ma ancora poco popolare: "Concordai un servizio fotografico da copertina per promuovere il mio sport e la bicicletta - ricorda Tori - e quando l'agenzia mi propose un servizio nel quale avrei dovuto esibirmi nuda in bici mi dissi... ma sì, che c'è di male?"
Le foto di Victoria che corre con i muscoli nudi e tesi sulla sua bici hanno fatto il giro del mondo e l'hanno resa una star: ora è testimonial di numerose compagnie importanti e si mostra pettinatissima per un'azienda che produce shampoo, truccatissima per un marchio di cosmetici e sensualissima per una casa di lingerie.
Victoria, ragazza di grandissimo senso dell'umorismo ma anche degli affari, compare anche in uno spot molto divertente in onda in queste Olimpiadi su Eurosport. Una coppia di tecnici testa tutti gli impianti olimpici con improbabili imprese sportive e lei, ingegnere in camice bianco, compare al termine della faticaccia con i suoi occhioni per chiedere loro... "Ok guys, double check?"
Le offerte per lei si sprecano, ma i britannici vorrebbero che corresse ancora: "Smette molto presto, potrebbe ancora vincere tanto" dice Cookson ribadendo il pensiero di molti opinionisti del ciclismo. Ma forse Vic ha già vinto abbastanza: ha fatto vendere almeno 1.5 milioni di biciclette da donna e il tesseramento di donne che si sono date al ciclismo da quando corre lei è aumentato del 190%, le cifre per l'abbigliamento sportivo e accessori ciclistici sono ancora più alte. Ora disegnerà biciclette da donna (per la Pendleton Bikes) e abbigliamento sportivo, divertendosi a giocare con moda e spot pubblicitari.
"D'altronde - dice Victoria - il dato significativo non è quello che si è fatto, ma quello che si può ancora fare. Mi risulta che quasi l'80% delle donne britanniche non vada in bici. Dunque ragazze, vogliamo darci una mossa?"
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