ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Stefano Benzi

    Vince la Spagna, ma soprattutto perde la Francia

    La Spagna? Non meglio di quella di Sudafrica 2010, anzi… forse leggermente in flessione. La Francia? Decisamente meglio di quella di Sudafrica 2010 ma non ancora consapevole di esserlo: forse bloccata dal grande appuntamento, forse poco convinta, forse… non so.

    Fatto sta che les bleues falliscono la loro grande occasione di riscatto e si lasciano matare senza troppa resistenza.

    Personalmente non mi è piaciuta molto la partita tra Spagna e Francia: il gol iniziale delle furie rosse ha reso tutto più facile alla Spagna e tutto più complicato per la Francia. Ma quel gol, di fatto, è stata la vera differenza tra due squadre: una che è e una che potrebbe essere e forse non sarà.

    Non so se Blanc resterà alla guida dei francesi: la Federazione lo vorrebbe riconfermato fino al Brasile, ma lui ha diverse altre offerte importanti e altri due anni a risolvere i problemi di una Nazionale che mi sembra perennemente alle prese con cicli che si accavallano, sono tanti.

    Molti stanno facendo i paragoni tra questa Spagna e quella che vinse l'Europeo del 2008 e il Mondiale del 2010: secondo me è un assurdo, la condizione di un singolo non è mai la stessa a distanza di poche settimane; figuriamoci quella di un collettivo complesso come una squadra di calcio a distanza di due anni. La Spagna non ha cambiato filosofia, mentalità e tipologia di gioco: ha inserito qualche elemento in una struttura consolidata che finisce per contaminare gli ingressi e certo non si lascia corrompere dalle personalità, nemmeno quelle forti, che ingloba.

    Al momento per rendimento e qualità di gioco mi è sembrata seconda solo alla Germania: la Francia era un buon test, e i campioni lo hanno passato brillantemente senza faticare nemmeno troppo.

    Blanc paga la sua eccessiva ammirazione per il modulo spagnolo, che ha studiato da vicino quando ha giocato a Barcellona nel 1996 o nelle sue illustri frequentazioni (è rimasto grande amico di Guardiola, suo compagno di squadra quando era in blaugrana). Nelle sue idee la Francia avrebbe dovuto e voluto essere una Spagna più veloce, meno leziosa e più incisiva sui lati considerando la tipologia di giocatori che ha (Nasri, Ben Arfa e Ribery senza contare Menez, Martin o Valbuena). Prima dello scontro diretto la Francia era la seconda squadra del torneo in termini di possesso palla dopo la Spagna, ovviamente. Ma il confronto di ieri è stato avvilente

    Il problema è che i giocatori francesi non sono adatti a giocare come la Spagna e non lo saranno mai. Non hanno quell'imprinting nel DNA: hanno invece una personalità molto individualistica e, se le cose vanno storte, il castello va rapidamente in frantumi.

    Evidentemente la sconfitta contro la Svezia ha lasciato segni profondi nello spogliatoio, che sono stati sottovalutati o passati sotto silenzio: nemmeno la struttura più difensiva sui lati con Reveillere e Debuchy è riuscita a contenere la prima vera accelerazione della Spagna, nata per altro da un errore sul possesso palla francese, e da lì si è rivista una squadra impaurita e forse già convinta della sconfitta.  

    Per questo forse è più facile parlare della debolezza congenita della Francia (Benzema, 32 gol nella stagione non ha ricevuto un pallone decente per tutta la gara) piuttosto che della consistenza di una Spagna che, alla fine, scopriamo che è stata messa davvero in difficoltà solo dall'Italia. Aspettando ovviamente Ronaldo: la Spagna, se attaccata, non è invulnerabile.

    Ma qualcuno, ci prova ad attaccarla sul serio?

    Twitter: @stefano_benzi

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