Tacchetti a Spillo
  • Picchiano un arbitro. Donna. Senza parole

    Se qualcuno di voi ha mai giocato a un gioco di ruolo (di quelli “antichi” coi dadi a 20 facce e il Master, per intenderci, non quelli online di adesso) capirà che cosa intendo se mi definisco di allineamento “legale buono”. Sì, insomma, sembra un bene confrontandolo all’aberrante caotico malvagio, ma la realtà è che a volte sono quella che in molti definirebbero una bacchettona. Ecco perché mi turbo tantissimo quando vedo anche sul nostro sito i video dei calciatori che picchiano gli arbitri o li inseguono per tutto il campo: l’arbitro potrà anche sbagliare, ma in quel momento rappresenta la

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  • Ma si può abbruttirsi così?

    Non sono nessuno per parlare, perché non sono precisamente un modello di femminilità. Lavorare in questo mondo di “maschiacci” mi ha spesso portata a parlare come loro, a volte addirittura a pensare come loro per anticipare le loro battute e poter quindi sopravvivere in un mondo che per le signore tutte cupcake e punto croce non è decisamente adatto.

    Però a tutto c’è un limite e penso che dare vita a scene come quella che sto per proporvi sia un tantino eccessivo. Io sono una di quelle che sostengono che fare sport ad alto livello truccate come per un servizio fotografico sia sbagliato,

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  • Non dimentichiamoci di Sara Anzanello

    Non ne ho mai parlato in questo blog, ma vorrei per una volta staccarmi dalle questioni di puro sport per richiamare l’attenzione di tutti, nuovamente, sulla pallavolo femminile. Non per parlare del campionato che volge al termine o per sottolineare l’ennesima fuga di talenti con Caterina Bosetti che se ne va in Brasile, ma per rivolgere il pensiero a Sara Anzanello.

    Vorrei che l’esperienza di Sara potesse essere un messaggio di speranza per tutti. Riassumendo in breve, la Anzanello ha rischiato di morire il mese di marzo scorso per una grave epatite che l’ha colpita in Turchia, dove giocava,

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  • Il tennis è lo sport che “in rosa” paga di più

    Una volta pensare che una donna potesse guadagnare più di un uomo era un concetto impensabile. Pensare che potesse farlo nello sport era addirittura fantascienza.

    Ora le cose sono cambiate e anche lo sport al femminile regala alle sue protagoniste delle grandi soddisfazioni a livello economico, anche se per il momento la classifica non è equamente distribuita né a livello territoriale, né a livello di discipline. Come accade anche in ambito maschile, infatti, ci sono sport che pagano di più e attività più di nicchia, con cui a volte decisamente non si campa, e non è un problema solo italiano.

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  • La FedCup ci ha dato una grande lezione

    Quando lunedì mi sono messa a guardare la partita di Roberta Vinci contro Lucie Safarova, mi sono resa subito conto che non sarebbe stato facile spuntarla. La ceca stava giocando un ottimo tennis e quel servizio slice mancino era davvero fastidioso per la nostra Robertina. Tuttavia la Vinci ha messo in campo testa e cuore, riuscendo in un’impresa che ha fatto esplodere di gioia il pubblico di Palermo, i telespettatori italiani e non solo.

    Già, perché lì accanto a lei, oltre all’altra inseparabile Cichi (Sara Errani, le due tra loro si chiamano così) c’era anche il resto della squadra azzurra,

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  • La storia di Federica ispira una Onlus

    Chi ama la pallavolo ha ancora ben in mente il giorno in cui fummo costretti a dare la notizia della morte di Vigor Bovolenta, campione indiscusso del volley italiano prematuramente scomparso mentre era in campo.

    La storia di Bovolenta ha straziato chi, come me, ha avuto l’onore di conoscerlo e intenerito chi l’aveva solo visto in tv e ha scoperto quale famiglia ci fosse accanto al Bovo, una famiglia fatta di una moglie innamoratissima, quattro figli piccoli e uno in arrivo. Federica Lisi, nel corso di questo difficile anno, si è dimostrata una donna forte e coraggiosa, una lottatrice come

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  • La pallavolo femminile e un disastro che va assolutamente evitato

    Il campionato di Serie A1 non è ancora finito, perché si stanno giocando i playoff scudetto, eppure la pallavolo femminile italiana si sta sciogliendo come un gelato al sole.

    E’ una situazione che mi preoccupa molto e non solo me, visto che la pallavolo è il terzo sport nazionale per numero di praticanti e perché il nostro è (o era, almeno fino a poco tempo fa) uno dei campionati più prestigiosi del mondo. Se andiamo avanti così, però, rischiamo di vedere lentamente scomparire il movimento per colpa di una situazione che sta andando verso il collasso e che più che preoccupante è diventata

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  • Ana Carrasco alla conquista di un mondo maschile

    Di lei si sa poco o niente: il suo profilo sul sito ufficiale della MotoGP riporta una colonna di zeri nella sua scheda dati, non esiste una pagina dedicata a lei sull’edizione spagnola di Wikipedia e anche i media iberici su di lei si sbilanciano pochissimo.

    Ana Carrasco è un mistero per tutti: prima donna a gareggiare nella categoria Moto3, l’impavida centaura si appresta a combattere contro un plotone di uomini, in realtà più che uomini ragazzini carichi di energia e di aggressività figli delle scariche ormonali adolescenziali… Ma lei ha la stessa età, quindi è possibile che non si un

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  • C’è qualcuna più forte di Marit Bjørgen?

    Ok, non ha vinto la Coppa del Mondo. A quello ci ha pensato la sua rivale eterna Justyna Kowalczyk, che ha ottenuto il titolo con qualche gara d’anticipo sul finale di stagione. La polacca è bravissima, ma nonostante tutto ce n’è una che è meglio di lei.

    Io ricordo con affetto sia Manuela Di Centa, sia Stefania Belmondo, pensando che la donna che mi aveva fatto appassionare allo sci di fondo era stata la sovietica (ai tempi esisteva ancora l’Urss) Elena Välbe. Però nessuna era ancora riuscita a stupirmi come ha fatto Marit Bjørgen. Sto parlando infatti della norvegese regina del fondo, che ha

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  • Tina Maze, fenomeno contro tutto e tutti

    Ho già scritto diverse volte di Lindsey Vonn, ora è giusto celebrare Tina Maze. La stagione dello sci mondiale si è appena conclusa incoronando la regina delle regine, la sciatrice slovena, che più di tutti ha abbattuto record e stupito il pubblico.

    Tina Maze, a 30 anni ancora da compiere, dopo tante stagioni da coprotagonista sboccia come un fenomeno e vince più o meno tutto quello che c’era da vincere. Più o meno, perché in realtà la sua stagione poteva essere ancor più ricca di bottini e un po’ ci si è messa di mezzo la sorte, un po’ ci ha pensato la finale di slalom di Lenzerheide a

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Tacchetti a spillo

Ma chi lo dice che lo sport è roba da uomini? E" ora di finirla con questa discriminazione, perché lo sport, come tante altre cose del resto, è assolutamente e indiscutibilmente donna. Che si tratti di calcio, tennis, atletica, basket o quant'altro, solo l'animo femminile può cogliere certi dettagli e sfumature... Fino a oggi però mancava qualcosa: uno spazio dove noi donne potessimo sentirci libere di parlare di sport senza l'incombenza dell'invadente occhio maschile. Per questo abbiamo creato questo blog, per esplorare le emozioni che solo questo mondo sa dare, rigorosamente armate dei nostri immancabili tacchetti a spillo!