
"You don't have to put an age limit on your dreams" che tradotto vuol dire 'Non devi porre dei limiti di età ai tuoi sogni'. Questo il principio che guida la vita di Dara Torres, nuotatrice statunitense specializzata nello stile libero.
E fin qui, nulla di strano. L'età non può e non deve essere un limite nella vita, ma forse un valore aggiunto. Saggezza, esperienza e lezioni che solo gli anni ti possono insegnare a fronte di una forza fisica che, col tempo, diminuisce.
E se è vero che l'amore non ha età, perché porre dei limiti agli altri aspetti della vita. Chi l'ha detto che Dara Torres deve farsi da parte per fare posto al nuovo che avanza, lei che in carriera ha vinto 4 ori olimpici, 4 argenti e 4 bronzi? Nessuno. Tanto meno lei che i suoi 45 anni sembra non sentirli.
Già, 45 anni. 5 Olimpiadi alle spalle. E un bagaglio invidiabile di esperienza. Ricordi da libri di storia, eventi che lei ha vissuto sulla sua pelle come quando a Los Angeles nel1984 prese parte alla sua prima Olimpiade passata alla storia per il boicottaggio del blocco sovietico.
Il suo sogno era di aiutare i giovani, di essere un esempio e insieme un punto di riferimento. E invece il suo sogno si è infranto contro il tempo nei 50 sl, di Kara Lynn Joyce, 26 anni e 9 centesimi di vantaggio sulla pluricampionessa. 9 centesimi. Sarà lei a partire per Londra, nella logica cinica, spietata, ma indubbiamente sportiva, a cui ti costringono Trials statunitensi.
Per Dara solo la possibilità di accomodarsi in tribuna e l'amarezza di aver deluso la figlia. Che ha 6 anni e difficilmente può capire cosa passa per la mente della mamma che avrebbe voluto dimostrare alla sua bambina che ha ragione lei: l'età non è un limite.
"Un peccato - dice lei -, perché davvero pensavo di andar bene in acqua, al di là della tensione che c'era per l'importanza della finale, ci tenevo per mia figlia e per dimostrare che anche a 45 anni si può essere competitivi".
Ah, per diritto di cronaca: la Torres aveva chiuso in semifinale con un tempo di 2 centesimi (24"8) migliore rispetto a quello registrato in finale (24"82), mentre la Joyce si era accontentata del sesto tempo a 7 centesimi dalla campionessa (24"87)…
di Caterina CAMERLENGO
