ATTIVITÀ DEGLI AMICI

    Tacchetti a Spillo

    Golding, l’italiano di Danimarca che pensa all’Ilva

    Le Olimpiadi premiano i campioni, quegli atleti che eccellono nelle loro specialità. Quegli sportivi che solo a guardarli ti danno l'idea di poter conquistare il mondo. Ma spesso, oltre alle loro imprese, i Giochi ci raccontano le storie di questi fenomeni. Storie di vita straordinariamente normali, persone che si trovano a vivere qualche minuto di celebrità ogni 4 anni dopo lunghi periodi di sacrifici e rinunce. Quelle persone che, oggi elogiate e domani dimenticate, torneranno alla loro quotidianità subito dopo la cerimonia di chiusura.

    Ma intanto val la pena di raccontare l'eccezionalità della loro normalità, perché un campione vero non è solo quello che corre più veloce degli altri o che riesce a tirare la stoccata vincente e 5 secondi dalla fine dell'incontro. Il campione vero è colui che, anche nel momento in cui ha i riflettori puntati, riesce a non dimenticare da dove viene, la strada fatta per arrivare fin lì e, soprattutto, dove tornerà.

    Nessun grillo per la testa, solo la voglia di godersi il momento e, magari, di approfittarne per far spostare l'attenzione su quelli che sono i veri problemi di questo mondo cattivo, corrotto, povero e malato.

    Ed è per questo che la dedica di Anders Golding, argento nello skeet, ha fatto il giro del mondo e merita di essere raccontata.

    Golding, danese di passaporto, fa il carpentiere e, due mesi l'anno, viene in Italia, a Taranto, per incontrare il suo allenatore Pietro Genga e mettersi agli ordini del suo ct. Ha toccato con mano la realtà dell'economia italiana, le difficoltà di tutti i giorni. Ma ha anche conosciuto quello spirito, quel calore e quella generosità che personalmente mi fanno sentire orgogliosa di essere italiana.

    Per questo si è legato tanto alla nostra terra, a tal punto da dedicare il suo argento agli operai dell'Ilva di Taranto. "Dedico la mia medaglia d'argento ai lavoratori dell'Ilva. È un peccato ciò che sta succedendo, mi dispiace veramente e spero che la situazione si possa ancora risolvere. Non togliete a nessuno il lavoro. Passo a Taranto una sessantina di giorni all'anno - spiega - e mi alleno con il mio ct Pietro Genga nel poligono all'interno della fabbrica. Vorrei dire a tutti quegli operai che il mio cuore è con loro".

    Giusto per farvi capire: Anders lavora tutto l'anno. L'amore per il tiro al volo è forte, ma i fondi non ci sono e Anders si paga praticamente tutto da solo con il suo stipendio. Per allenarsi è costretto a prendersi le ferie in inverno e andare a Taranto dove le temperature sono indubbiamente più miti. Ma sempre nell'ottica del cost-saving, impensabile restare fuori casa a proprie spese per 60 giorni. E così, ecco l'ospitalità italiana farsi riconoscere. Golding insieme ai suoi compagni viene ospitato dallo stesso ct, con la moglie ad occuparsi della loro dieta. "In Danimarca in certi periodi dell'anno fa 21 sotto zero - spiega Genga - e non potrebbero assolutamente allenarsi. Quindi vengono dalle mie parti, e sono miei ospiti a pranzo e cena".

    Anche Genga dedica l'argento vinto da ct agli operai dell'Ilva: "Lavoro per la squadra danese part-time, perché faccio parte del Corpo Forestale dello Stato. Questa mia medaglia da ct è dedicatissima ai lavoratori dell'Ilva, visto che è stata conquistata anche grazie a loro che ci ospitano all'interno dei loro impianti. Spero che la situazione si risolva e che questo nostro risultato possa essere una boccata d'ossigeno". E allora, personalmente, mi unisco anch'io ai danesi che festeggiano il loro argento, perché questo argento lo vedo smaltato d'azzurro.

     Il fatto — La fabbrica è stata messa sotto sequestro per motivi ambientali e gli operai mandati a casa.

    di Caterina CAMERLENGO

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